Il Futsal Bitonto si sta avvicinando di gran lena a quello che può essere tranquillamente considerato, senza scadere nella retorica, il suo secondo appuntamento con la storia di questa incredibile e interminabile stagione sportiva.
Sì, perché dopo il battesimo in una Final Four di Coppa, due mesi fa a Porto San Giorgio, i leoncelli neroverdi disputeranno la loro prima finale secca in campo neutro – formula Finals anche in questo caso, ma a Cesena e contro gli abruzzesi del Sulmona, stavolta – valevole per la promozione in A2 Élite, cioè la “Seconda Serie” del Calcio a 5 nazionale. Categoria, manco a dirlo, mai bazzicata da una squadra bitontina di Futsal maschile da quando esiste l’attuale format dei campionati in Italia.
In occasione di questo grande evento calcettistico, che si terrà al Carisport di Cesena sabato 31 maggio alle ore 17 (con diretta anche su Sky Sport), abbiamo ideato una mini-rubrica in tre uscite per dare voce ad alcuni dei protagonisti, fra campo e “scrivania”, che stanno contribuendo a rendere l’irresistibile truppa guidata magistralmente da mister Domenico Lodispoto uno dei grandi orgogli sportivi e non, un autentico e sano patrimonio della comunità bitontina.
Mettiamoci quindi in viaggio verso l’Emilia-Romagna, popolo neroverde, partendo dalle parole di… Davide Schettini!
Tu che sei ormai tra i veterani del Calcio a 5 nostrano, nonostante la giovane età, come si vive da bitontino nello sport e nella quotidianità questa attesa per un evento mai vissuto prima in città, per ciò che concerne il Futsal maschile?
Disputare un evento sportivo così importante, difendendo i colori della propria città, non ha prezzo. Siamo consapevoli che la sfida che ci attende a Cesena sarà durissima, ma siamo allo stesso tempo coscienti dei nostri mezzi. Non abbiamo pressioni, abbiamo un sogno nel cassetto e sognare non costa nulla…
Difendere i colori della squadra della propria città (così come il super-capitano Dario Orlino) è più un piacevole onore o una pesante responsabilità?
Ovviamente, solo un piacevolissimo onore. Sono orgoglioso di indossare la casacca neroverde, una maglia che mi ha regalato tante emozioni, tante gioie e purtroppo anche qualche rammarico. Ma, alla fine, fa parte del gioco. Oggi, la speranza e la volontà sono quelle di poter difendere in campo i colori della mia Bitonto ancora per tanto tempo.
Sappiamo che sei molto ben voluto dai tuoi compagni di squadra, dallo Staff tecnico e dalla Società. Quali sono, secondo te, i motivi di così tanta stima e della riconoscenza che tutti ti manifestano costantemente?
Penso che la massima trasparenza e il rispetto verso il prossimo siano le cose più importanti per intraprendere qualsiasi rapporto relazionale, non solo nello sport. È fondamentale instaurare sin da subito un certo feeling per proseguire tutti verso la stessa meta e il mio essere ormai un “veterano” mi induce anche ad essere da esempio per le nuove leve. Ma è l’amore verso questa Società che mi induce a fare sempre meglio e a dare sempre di più.
Non dev’essere affatto facile giocare pochi minuti e cercare di essere decisivo, facendosi trovare pronto per ogni evenienza in campo, proprio come successo nel recente match playoff conto il Canicattì…). Come vivi questo ruolo?
Certo, il ruolo del portiere è difficile, a maggior ragione se non parti quasi mai nel quintetto iniziale; farsi trovare pronto in qualsiasi situazione di gioco e in qualsiasi momento è quindi importantissimo, bisogna sfruttare al meglio le poche occasioni che la gara ti concede. Sabato scorso ho avuto la mia occasione e, a parer mio, in una circostanza non delle migliori in quanto il Canicattì era già da qualche minuto alla spasmodica ricerca del gol, cercando in tutti i modi di superare il mio amico e collega Michele Dibenedetto. Nel momento in cui lui ha avuto bisogno di cure mediche e ha dovuto lasciare il campo per qualche istante, io sono subentrato con la responsabilità di dover far ripartire al meglio l’azione, dopo l’interruzione; ho visto subito Robertino (Ferdinelli, ndr) scattare in profondità e avvicinarsi sempre più alla porta avversaria, non ci ho pensato più di tanto e gli ho fornito un assist a lunga gittata che ha poi portato al gol del pareggio. Tutto molto bello, anche perché è stata probabilmente una rete decisiva ai fini del nostro passaggio turno.
Il tuo rapporto personale con Michele Dibenedetto e mister Beppe Colaianni.
Il rapporto con Michele e mister Beppe Colaianni è davvero speciale. Michele è ormai il mio “collega fraterno”, lui è un umile, esemplare lavoratore e un ragazzo d’oro. Il mister è invece il mio faro, la mia guida, il mio “Boss”. È una persona fantastica, il mio scacciapensieri, nonché la prima persona nel mondo del Futsal che ha sul serio creduto in me, fin dal principio. Tutto il gruppo-portieri del Futsal Bitonto è straordinario, c’è complicità ed è bellissimo! Ma un ringraziamento speciale va anche a mister Lodispoto, un grande condottiero. Ha creduto in me anch’egli dal primo momento e di questo gliene sarò sempre grato…
Grazie Davide Schettini, cuore neroverde, e in bocca al lupo!