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Home » Regionali ’15, Ass. “Governare il futuro con Renzi”: “Analisi del v(u)oto, ha vinto l’indifferenza”

Regionali ’15, Ass. “Governare il futuro con Renzi”: “Analisi del v(u)oto, ha vinto l’indifferenza”

Il gattopardismo è imperante: tutto deve cambiare affinchè tutto resti come prima

Lucia Maggio by Lucia Maggio
10 Giugno 2015
in Politica
Regionali ’15, Ass. “Governare il futuro con Renzi”: “Analisi del v(u)oto, ha vinto l’indifferenza”
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Chi
ha vinto? Questa è la domanda retorica e stucchevole che molti ti fanno,ma
questa volta la risposta è banale: “L’INDIFFERENZA”. Eppure mai come
ora, la gente ha avuto di che scegliere, tra europeisti e non, tra chi vuole
l’euro e che rimpiange la vecchia lira, tra la destra e la sinistra, tra il
riformista e il conservatore, tra moderati e gli integralisti, tra leghisti
razzisti e tolleranti, ecc.. 

Ed allora perchè oltre il 50 % della popolazione
non è andato a votare? Le ragioni possono essere tante ivi comprese le ragioni
del mare, ma il motivo più pregnante è dato dalla più completa sfiducia verso
l’uomo politico in quanto tale. Infatti, sono nati come funghi fanatici
contestatori dotati neanche di un benchè minimo rudimento politico, i
cosiddetti parveneu della politica. 

Altri invece sono nati per amare la
politica in senso stretto, cosi come si può amare una mucca da mungere. Pochi
invece si  sono messi di buzzo buono per
tentare di risolvere la grande crisi che ci attanaglia. Questi ultimi però
lavorano tra moltissime difficoltà suggerite dagli opportuni e necessari
cambiamenti.

 Infatti, così come in tutte le società i cambiamenti sono
osservati con sospetto, anche in Italia ogni forma di cambiamento è di per sè
sospetta, anche se molti godono nel preannunciare il termine
“riformismo”. Il cambiamento, infatti, necessita di riforme che a
parole tutti vogliono ma che in realtà nessuno accetta. 

Vedi ad esempio la
riforma della scuola. Sino ad oggi nessuno ha fatto mai qualcosa, nonostante i
proclami al punto che la scuola è diventata un asinificio, ma non appena si è
accennato ad una pur leggera rifoma, si è sollevato all’unisono il popolo dei
professori. 

Il gattopardismo è imperante: tutto deve cambiare affinchè tutto
resti come prima. In questo scenario, si rende necessario fare delle scelte, ma
l’italiano non ama fare le scelte, ma ama criticare le scelte fatte dagli
altri. Se poi a quanto detto si aggiunge la dilagante corruzione si comprende
perchè la gente benpensante ha abbandonato il seggio elettorale. Tutti sanno,
ma nessuno ricorda che quando negli anni passati la casa bruciava, tutti
attingevano acqua per spegnere il fuoco e non si lasciava ai soliti idioti il
gravoso onere di provvedere alla incombenza.

Orbene,
se la smettessimo tutti quanti, nessuno escluso ed eccettuato, di fare le
Cassandre, scegliendo l’ottimismo come binario di avanzamento, forse la vita
sarebbe più generosa. Invece si assiste ad un altro fenomeno dilagante
costituito da quelli che costantemente gettano benzina sul fuoco per
irrobustire il popolo degli arrabbiati. Gli italiani, non ricordano purtroppo,
di aver già commesso un gravissimo errore quando con il pretesto di eliminare
la corruzione un illacrimato giustizialista si mise a trainare il carro spazzando
via un’intera classe politica facendo precipitare l’Italia intera nella più
squallida crisi economica, occupazionale e sociale. Oggi quel fenomeno si è
ripresentato ancor più maligno del primo ed un altro rivoluzionario sta
conducendo il popolo degli arrabbiati verso un baratro ancor più grande.

Con
ciò non si vuole difendere il malcostume, ma si vuole trovare un rimedio più
valido e generoso dell’odio generalizzato. Se quando scoppiò tangentopoli,
invece di annientare l’intera classe politica esistente, si fossero estirpate
solo le erbacce e si fossero allontanati gli affaristi di turno forse oggi non
ci troveremmo in questa drammatica condizione ed ancora se oggi invece di
sparare al altezza zero ci rimboccassimo le maniche ed invece di dilettanti
allo sbaraglio ci impegnassimo a creare una preparata classe politica forse
riusciremmo a governare il futuro. Un popolo che odia il proprio simile non può
credere di creare una Nazione ma può costituire solo una marmaglia di fanatici
dell’anticultura sociale che conduce prima alla rivoluzione ed indi
all’autodistruzione. Diamo fiducia a chi ha preso sulle spalle il pesante fardello
della ricostruzione della Nazione ed aiutiamolo nel trasporto, piuttosto che
lastricargli la strada di perenni insidie.

                                                                           Associazione

    Governare il futuro

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