“Nello stare sotto il manto di Maria noi non riceviamo solo protezione, riceviamo la presenza dello Spirito che rinnova la nostra vita e la rilancia. Ecco perché quando stavamo preparando questo momento, mi sono detto, dobbiamo fare un gesto di solidarietà, di vicinanza. E allora ho pensato alla diocesi di don Vito Piccinonna, a Rieti, ancora disastrata: il terremoto è ancora lì. Allora ho chiamato don Vito e ho detto che mi sarebbe piaciuto fare qualcosa per la loro comunità: risistemare gli ambienti Caritas, mettere le finestre, sistemare i muri, arredarli”. Lo ha detto l’arcivescovo della diocesi di Bari-Bitonto, Giuseppe Satriano, durante l’omelia dell’ottavario della Beata Vergine Odegitria, che ha fatto tappa ieri sera nella Cattedrale di Bitonto.
Il territorio in cui si trova ad operare il “nostro” don Vito continua a fare i conti con le cicatrici lasciate dal terremoto. Per questo “siamo ben felici – ha detto Satriano – di raccogliere fondi per aiutare i nostri fratelli che stanno vivendo una fatica in più di noi”.
Il vescovo ha poi richiamato l’importanza dell’amore e della fraternità, sottolineando che il cammino con Dio non può essere solo un’esperienza intima e personale, ma deve anche tradursi in azioni di sostegno reciproco: “Il nostro con Dio, non può essere qualcosa che custodiamo gelosamente solo dentro il nostro cuore, ma ci deve mettere in cammino. La fretta dell’amore, di raggiungere qualcuno, di aiutare, sostenerlo, essergli accanto”.
E poi ha ricordato quest’anno giubilare: “Rilanciamo la nostra vita, metterci in quel cammino giubilare che il Papa ci ha indicato per raggiungere la grazia del Signore e che diventa per noi l’unica speranza perché la vita diventi ricca di senso e di tenerezza. Perché se non ci mettiamo insieme, nel desiderio di raggiungere un obiettivo comune, rischiamo di calpestarci i piedi l’un l’altro. Camminare insieme significa abbracciarsi, far spazio all’altro, saper fare un passo indietro perché l’altro perché abbia uno spazio un po’ più comodo, rinunciare a se stessi per raccogliere il bisogno dell’altro”.
“L’augurio è per una una vita che, benedetta dall’amore di Dio – ha concluso -, possa essere feconda di fraternità nei confronti di ogni persona che incontriamo”.