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Home » Nel 2002 un bimbo fu ferito ai “Santi Medici” da un proiettile vagante. Stavolta poteva andar peggio

Nel 2002 un bimbo fu ferito ai “Santi Medici” da un proiettile vagante. Stavolta poteva andar peggio

Ha colpito anche l’imperterrita attività del Luna Park, e relativo chioschetto, i cui proprietari non sono stati nemmeno sfiorati dall’idea di chiudere momentaneamente l’attività,fino alla fine delle indagini delle autorità presenti sul posto

Lucia Maggio by Lucia Maggio
19 Ottobre 2015
in Cronaca
Nel 2002 un bimbo fu ferito ai “Santi Medici” da un proiettile vagante. Stavolta poteva andar peggio
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«All’ improvviso ho sentito un
dolore forte al fianco, ma non ho sentito lo sparo, perché c’ erano i fuochi d’
artificio».

Nicola, nel lontano 2002, aveva soltanto 10 anni
e rimase colpito, di rimbalzo, ad una gamba da un proiettile vagante, calibro 22, proveniente da una piccola arma da guerra.

Il piccolo
arrivava da Andria con i suoi genitori per i festeggiamenti per i Santi Medici:
in pochi minuti il dramma, il dolore lancinante e la corsa al pronto soccorso
di Andria. Ed è proprio qui che i medici pensarono che la ferita fosse stata
provocata, in realtà, da una pietra: nonostante la medicazione, il bambino
continuò ad accusare forti dolori al gluteo e al fianco, così dopo un esame
radiologico si scoprì che il proiettile era rimasto nella carne. Dopo l’operazione
d’urgenza, la magistratura volle vederci chiaro e fu aperta un’inchiesta.

A Bitonto,
nel frattempo, i Carabinieri furono
informati solo il lunedì del ferimento: era troppo tardi per capire da dove
fosse provenuto il colpo, ogni perquisizione, interrogatorio era un terno a
lotto. Non si capì, insomma, se il ragazzo andriese era inconsapevolmente
finito al centro di un agguato o se il proiettile fu sparato da un incosciente
che voleva festeggiare così i Santi.

Per fortuna
il bimbo sopravvisse al ferimento senza ulteriori danni.

Ieri sera poteva andarci peggio. La lotta a suon di ferro, fatta
a due passi dal Luna Park allestito
su via Lazzati per la festa dei
Santi Medici, avrebbe potuto coinvolgere degli innocenti.

«Appena abbiamo sentito i colpi siamo
scappati, ci siamo nascosti, non sapevamo cosa fare»,
i commenti di alcuni ragazzi
quindicenni presenti sul posto. Per non parlare dei genitori, le famiglie, i
tanti forestieri completamente terrorizzati.

Ad essere
feriti, invece, sono stati l’incensurato Arcangelo Vitariello e un uomo vicino al clan Conte: Vito Antonio Tarullo, volto
noto alle Forze dell’Ordine già da più di un decennio.

Correva, infatti,
il 2 marzo 2003 quando viene freddato
con due colpi di pistola Michele Maggio,
27 anni (legato al clan Simiraro, avverso a Conte), davanti ad un pub in piazza Aldo Moro, in pieno centro,
sotto gli occhi di sua moglie. Il presunto autore materiale era Vito Tarullo, allora appena 19enne e affiliato al clan che
faceva capo a Michele D’Elia – morto
in un incidente stradale nel 1992, fu arrestato dagli agenti della Squadra
mobile della Questura di Bari con i colleghi bitontini.

È il maggio 2012, quando il Tarullo, tornava
nelle cronache locali perché, assieme a Giovanni
Stellacci
, veniva accusato di tentativo di rapina, tentativo di omicidio
(pronto a vendicare il ferimento dell’allora 28enne Vito Di Cataldo, colpito ai polpacci in via Crocifisso), porto
illegale d’arma da fuoco e violazione della normativa sulla sorveglianza
speciale.

Molti, ieri
sera, sui social gridavano al “giorno
sbagliato per un atto criminoso
”. Il
problema non è nel giorno, il male è nell’atto
.

Credete
davvero che il fanatismo religioso di alcuni – manifestato nei grossi ceri, nei piedi
scalzi e quant’altro- dei nostri (ahinoi) concittadini possa fermarli dal portare
a compimento la loro guerriglia interna?

“Show must go on”, cantava qualcuno. E lo “spettacolo” andato in scena
ieri non è stato solo nel presunto non – rispetto della fede, ma anche nell’imperterrita attività del Luna Park, e
relativo chioschetto, i cui proprietari non sono nemmeno stati sfiorati dall’idea di chiudere l’attività
,
almeno momentaneamente, fino alla fine delle indagini delle autorità presenti sul
posto.

Basta,
basta, a lamentarsi per le rapine, le sparatorie, quando quotidianamente quel
che si sente è solo olezzo di sostanze stupefacenti.

Quello è il
loro mercato, questo è il loro territorio, questa è la loro guerra.

Aspettiamo,
speriamo non invano, i rinforzi, ma intanto proviamoci a volerci bene. La vita
è preziosa grazia di Dio.  

Tags: bitontoclansanti medicisparatoria
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