Immagine

WEB PROJECT MANAGER
Alessandro Intini

martedì, 20 Gennaio, 2026
No Result
View All Result
Immagine

DIRETTORE DA BITONTO
Mario Sicolo

DaBitonto.com
  • Home
  • Cronaca
  • Politica
  • Cultura e Spettacolo
  • Sport
  • Aziende
  • Rubriche
DaBitonto.com
  • Home
  • Cronaca
  • Politica
  • Cultura e Spettacolo
  • Sport
  • Aziende
  • Rubriche
No Result
View All Result
DaBitonto.com
No Result
View All Result

Home » L’Elzeviro/Stefano Cucchi, la sua morte e i “capri” secondo Matteo (non Renzi)

L’Elzeviro/Stefano Cucchi, la sua morte e i “capri” secondo Matteo (non Renzi)

Ingiustizia è stata fatta con la pilatesca sentenza di assoluzione di tutti i chiamati in giudizio

Gaetano Avena by Gaetano Avena
8 Novembre 2014
in Cronaca
L’Elzeviro/Stefano Cucchi, la sua morte e i “capri” secondo Matteo (non Renzi)
Condividi con FacebookCondividi con WhatsappCondividi via Email

Quale “Incipit” di questo nostro
Scritto sulla drammatica vicenda di Stefano Cucchi la cui morte, nonostante
Egli fosse in custodia dello “stato” italiettino, è, ancora, avvolta nel
mistero, se è vero che la corte d’assise d’appello di roma ha assolto con
formula dubitativa tutti gli imputati a vario titolo presunti responsabili di
essa, chiamati in giudizio, Vogliamo Riassumere il Vangelo secondo Matteo,
oggi, domenica 9 novembre 2014, Proclamato, solo per dovere di
calendarizzazione liturgica, in tutte le chiese della cattolicità.

Cucchi, dopo
il suo arresto, avvenuto il 15 ottobre del 2009, ad opera della polizia per
possesso di droga, fu traghettato in manette in due stazioni dei carabinieri,
nel tribunale, nella cella di sicurezza e nell’infermeria del tribunale, nel
carcere di ”regina coeli”, nel pronto soccorso di “fatebenefratelli”, nel centro
di detenzione dell’ospedale “pertini”, dove morì il 22 ottobre 2009. Ebbene,
durante codesta sofferta “Via Crucis” di Cucchi, ben 150 “persone”, come
Denuncia Luigi Manconi, Presidente di “A buon Diritto”, sarebbero venute in
contatto con Lui e nessuno di loro “avrebbe offerto aiuto a un essere umano che
andava alla morte”.

I nostri 25 Lettori, dopo la nostra Sinossi del Vangelo
secondo Matteo (Mt 25, 31 – 46), Conosceranno la commossa Motivazione, che
Sorprenderà, Scandalizzerà il sinedrio “parvulorum atque parvularum
clementium”, del nostro rifarCI, pur NOI Atei, a un Apostolo della Cristianità,
il cui Magistero l’accolta di cattolici, che appena sopra fummo costretti a
nomare, dovrebbero Interiorizzare, Metabolizzare, FarNe Stile, Pratica della
loro Vita, per non essere considerati dal Signore “capri” e mandati in eterno a
soffrire nell’inferno, come, secondo la Parabola di Matteo, i loro simili in
fariseismo, già trapassati.

Matteo, quindi, Rappresenta Gesù Intento a Dividere
le genti, quando esse si riuniranno davanti al Trono della sua Gloria. A Quelle
che Porrà alla sua destra Dirà che Meriteranno il Regno dei Cieli per averLo
essi sfamato, dissetato, ospitato, pur Egli Straniero, vestito, visitato mentre
era malato e incarcerato. I Giusti riterranno di non essersi, mai, impegnati in
suo favore nelle buone azioni, dal Maestro Menzionate, e Egli così Loro
Risponderà: ”In verità, vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno
di questi miei fratelli più piccoli l’avete fatto a me”. Poi, RivolgendoSi a
quelle che Porrà sulla sua sinistra, le Condannerà all’inferno per non averlo sfamato,
dissetato, Egli  straniero,  non ospitato, non  vestito, non visitato mentre era malato e
incarcerato. Gli ingiusti pregheranno, allora, il Signore di ricordare loro le
occasioni in cui essi si erano astenuti dal fare in suo favore le buone azioni,
da Lui elencate.

E Gesù ad essi Risponderà: ”Ogni volta che non avete fatto
queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me”.
Così, gli ingiusti andranno al supplizio eterno, i Giusti alla Vita Eterna. Pertanto,
Mossi dal Vangelo di Matteo, potremmo per il momento anche soprassedere alle
penali responsabilità dei 150 figuri che, certamente, hanno incontrato Stefano
Cucchi nel suo Viatico verso la morte, ”sed”, giammai, verremmo meno al nostro
Dovere di Stigmatizzare l’irresponsabilità etica di costoro nell’ essersi
astenuti dal mettere in opra i piccoli gesti Consigliati da Gesù nei riguardi
di qualsiasi Prossimo, specie dell’Ultimo, inerme, indifeso, dei Prossimi.

Cucchi rifiutava di bere e di cibarsi ? Con amorevole coattività nessuno di
costoro s’è occupato, preoccupato di cibarLo, di dissetarLo, rivolgendoGli
Parole di Conforto, di Umana Carità; non sappiamo se Cucchi fosse credente o meno,
“sed” nessuno dei 150, gettando lo sguardo di pur sprezzante indifferenza verso
il presunto spacciatore di droga incarcerato, ha voluto accorgersi delle immani
sofferenze di quel giovane solo davanti al Foscoliano  Nulla Eterno o alla Cristiana Vita Eterna e
Gli ha chiesto se desiderasse l’assistenza di un prete, per non parlare della Presenza
del Padre, della Madre, della Sorella, avvisati con burocratico cinismo da un
carabiniere, molte ore dopo la sua morte, avvenuta all’alba.

Quale iato
disperante tra un nuovo giorno che sorge con il fardello di Speranze per tutti
gli uomini, in qualsiasi condizione si trovino, anche quelli rinchiusi nei
bracci della morte, di cui è pieno il pianeta, e una Vita che Si spegne in
un’ora anomala quando tutta la Natura con gli esseri in Essa viventi Risorge e
Ritorna a Risplendere il Sole che con la sua Luce Provoca gli umani a Vivere
secondo Verità, dopo averLa Cercata, senza sosta! Quella Verità, come nel caso
dell’”affaire” Cucchi, che lo “stato” italiettino, del quale  gli sparuti Cittadini, non i condòmini, non
possono che vergognarSi, smette, non di rado, di  inseguire, se è vero che si autoassolve,
opponendo ad Essa servitori reticenti (comunque, è lontana da NOI la ”prescia”
della generalizzazione): poliziotti, carabinieri, guardie carcerarie, non di
rado, inaffidabili; magistrati, per dirla con Piero Ostellino, incapaci, non di
rado, di fare il proprio “mestiere” e che con paranoica presunzione dispongono della
vita degli altri, autocraticamente, fidando delle proprie arbitrarie opinioni,
interpretando la Legge, a volte, allargandoNe, a volte restringendoNE il
Dettato.

E si perviene a sentenze di grado in grado smentite anni dopo.

A
braccio, vogliamo parlare delle sentenze che hanno riguardato andreotti ? Di
quelle che hanno riguardato raffaele sollecito, alberto stasi ? Dell’ultima
sentenza riguardante le guardie penitenziarie, gli infermieri, i medici che con
sussiego (mettiamola così, per Mitigare l’Amarezza), con burocratica sciatteria
(sinonimo di pestaggi, botte) si  sono
confrontati con il Calvario di Stefano Cucchi ? Lo “Stato”, non opponendo l’opacità
dei suoi tentacoli centrali e periferici, che si identificano con le sue strutture,  ha il Dovere di AssumerSi le Responsabilità e
di Spiegare, Democraticamente, ai Cittadini, non alla plebaglia condominiale,
come, mai, un ragazzo entra con le proprie gambe in carcere e ne esce dopo sei
giorni morto.

Infatti, Stefano Cucchi fu arrestato da alcuni poliziotti per
possesso di droga all’uscita da una palestra; “ergo”, era in buona salute;
“ergo”, la devastazione del suo corpo, di cui tutti siamo stati messi a parte
dalle fotografie, che Lo ritraevano sul lettino dell’obitorio, dai suoi
Famigliari mostrate “urbi et orbi”, non poteva essere stata causata da
patologie, che al momento del suo arresto erano inesistenti, né da un’accidentale
caduta per scale, di cui è ignota la logistica, in quanto per i suoi 43 chili
di peso (dopo sei giorni in mano, forse, di sbirri, ne pesava 37) il
capitombolo non poteva essere così esiziale da causargli: lesioni ed ecchimosi
alle gambe, al viso; fratture alla mascella, all’addome (inclusa un’emorragia
alla vescica), al torace (inclusa  una
frattura alla colonna vertebrale).

Ingiustizia è stata fatta con la pilatesca
sentenza di assoluzione di tutti i chiamati in giudizio per la morte di Stefano
Cucchi, in quanto la corte d’assise d’appello di roma ha ammesso che il giovane
subì un vandalico pestaggio, “tamen”, poiché la procura non aveva prodotto
sufficienti prove di colpevolezza,”in dubio pro reo”, imponeva l’antica
dottrina giuridica, in quanto non si poteva pervenire alla verità processuale
sulle responsabilità penali sia dei figuri imputati di aver causato lesioni,
mortalmente, letali sul corpo del detenuto; sia dei medici, infermieri,
imputati di essere stati omissivi della Deontologia Professionale che Prescrive
a Chi Pratica il Sapere di Ippocrate di farNE Uso, di AdoprarLo con Coscienza,
Passione, Dedizione nella Cura di qualsiasi Paziente.

Il carneade Gianni torelli del ”sap”, cioè il
sindacato della polizia penitenziaria, commentando la sentenza di assoluzione
dei suoi associati imputati, ha. biecamente, affermato: ”Se uno ha disprezzo  per la propria condizione di salute, se uno
conduce una vita dissoluta, ne paga le conseguenze”. No, caro signor carneade!
Ché “quisque faber fortunae suae”, egli va a finire in ospedale, in un “lager”
psichiatrico, magari sotto i pini, se bacco, tabacco, venere sono le schizoidi
ossessioni della sua vita; magari in galera, se ha violato la Legge. “Sed” uno
Stato Democratico Istituisce i ”cancelli” (“carceres” in Latino) ché chi ruba, più
non rubi, chi uccide, più non uccida, ecc., ecc., ecc,. e, se possibile,
secondo l’Art. 27, 3° Comma, della Costituzione che Recita: ”Le pene non
possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere
alla rieducazione del condannato”, ché tra essi l’Uomo sia Rifatto o trovi le condizioni favorevoli al suo
Rinnovamento Culturale, Spirituale.

I carneade, come lei, non e–grege torelli,
devono sostituire alla sottocultura, tipica dei secondini, per cui gli
sfortunati, che capitano sotto le loro grinfie impunite, possono subire
tutte  le più lerce umiliazioni, quasi
loro schiavi, la Cultura, la Visione del Mondo per la quale anche il più
sfrontato, il più sfacciato delinquente, grassatore, omicida seriale, è
titolare di Diritti che devono essere Salvaguardati in tutti i modi e con tutti
i mezzi da coloro a cui lo Stato Democratico Affida la di lui Custodia. Il
Roussoviano “Contratto Sociale” Si Basa sulla Fiducia del Singolo Cittadino nei
confronti della Comunità Sociale a cui Appartiene, che in qualsiasi situazione
Egli possa venire a trovarSi, anche extra Lege, Preservare la sua Dignità sarà
per Essa un “Officium” sacro. Per Hannah Arendt “la Fiducia non è una vuota
illusione, è, alla fine, l’unica cosa che può far sì che il nostro mondo privato
non diventi un inferno”.

Per concludere, non e–grege, signor carneade, Zagrebelsky,
il Presidente emerito della Corte Costituzionale, Ammonisce che ”sui principi
bisogna essere sommamente intransigenti, pretendendo il rispetto dei fondamenti
della democrazia”, che per i “Cives, rarae aves”, Italiani  sono gli Articoli della “Magna Charta”.

Tags: Cucchimorte ingiustapolizia penitenziariavangelo
Articolo Precedente

“La Vendetta di Bacco”, i sognatori di “Res ludica” tornano sul palco e rivisitano la tragedia greca

Prossimo Articolo

La Lettera/”Non voglio dedicarti un fiore, perché appassisce, ma la mia stessa vita, caro nonno”

Related Posts

Albero con Xylella a Bitonto. Dalla Regione, Paolicelli: “Caso isolato e sotto controllo”
Cronaca

Albero con Xylella a Bitonto. Dalla Regione, Paolicelli: “Caso isolato e sotto controllo”

19 Gennaio 2026
CALCIO – Eccellenza, un Bitonto grandioso batte anche il Polimnia ed è alle spalle delle big
Cronaca

CALCIO – Eccellenza, un Bitonto grandioso batte anche il Polimnia ed è alle spalle delle big

19 Gennaio 2026
FUTSAL – Il Bitonto non è cinico, il Rieti sì e passa 5-2
Cronaca

FUTSAL – Il Bitonto non è cinico, il Rieti sì e passa 5-2

19 Gennaio 2026
FUTSAL – Il Bitonto C5 femminile cala il poker al PalaPansini: Altamura superata 4-0
Cronaca

FUTSAL – Il Bitonto C5 femminile cala il poker al PalaPansini: Altamura superata 4-0

19 Gennaio 2026
Rigenerazione di Piazza Moro, la manifestazione di ieri: “Gli addetti ai lavori, defilati, ne controllavano la consistenza. Che farsa”
Cronaca

Rigenerazione di Piazza Moro, la manifestazione di ieri: “Gli addetti ai lavori, defilati, ne controllavano la consistenza. Che farsa”

19 Gennaio 2026
La Xylella arriva a Bitonto: trovato ulivo infetto sulla Sp156
Cronaca

La Xylella arriva a Bitonto: trovato ulivo infetto sulla Sp156

19 Gennaio 2026
Prossimo Articolo
La Lettera/”Non voglio dedicarti un fiore, perché appassisce, ma la mia stessa vita, caro nonno”

La Lettera/"Non voglio dedicarti un fiore, perché appassisce, ma la mia stessa vita, caro nonno"

Notizie dall'Area Metropolitana

Da Gagarin a piazza Fontana. Walter Veltroni, a Bitritto, ha raccontato gli anni ’60
Cultura e Spettacolo

Da Gagarin a piazza Fontana. Walter Veltroni, a Bitritto, ha raccontato gli anni ’60

by Michele Cotugno De Palma
18 Gennaio 2026

Dai ricordi del padre, Vittorio, giornalista Rai (ma anche più intimi come quelli del nonno, venduto da un pasticcere ai...

Leggi l'articoloDetails
giochi

Quarantotto ore per creare giochi. A Bari, arriva la creatività con la Global Game Jam

16 Gennaio 2026
Impianti termici

Istituti scolastici superiori: la Città Metropolitana rafforza il coordinamento degli interventi sugli impianti termici

14 Gennaio 2026
Antonio Decaro proclamato presidente della Regione Puglia

Antonio Decaro proclamato presidente della Regione Puglia

8 Gennaio 2026
Civili contro incivili: il nuovo spot Sanb racconta la sfida quotidiana per la bellezza della nostra città

Civili contro incivili: il nuovo spot Sanb racconta la sfida quotidiana per la bellezza della nostra città

2 Gennaio 2026

Rubriche

Let It Be: l’ultimo sofferto atto dei Beatles
50/60 anni e non sentirli?

Let It Be: l’ultimo sofferto atto dei Beatles

by La Redazione
18 Gennaio 2026

di Gigi Antonucci  Pubblicato nel maggio del 1970, quando i Beatles avevano già annunciato la separazione, Let It Be rimane...

Putignano Storia, tradizioni e bellezza

Putignano Storia, tradizioni e bellezza

17 Gennaio 2026
DaBitonto.com

Privacy Policy Cookie Policy

Follow Us

  • Il Progetto
  • Redazione
  • La tua pubblicità
  • Contatta la redazione

© 2024 daBITONTO / Gruppo Intini srl - P.IVA 07183780720 Testata giornalistica – Reg. stampa n.684/2013 Tribunale di Bari
powered by Comma3

No Result
View All Result
  • Home
  • Cronaca
  • Politica
  • Cultura e Spettacolo
  • Sport
  • Aziende
  • Rubriche

© 2024 daBITONTO / Gruppo Intini srl - P.IVA 07183780720 Testata giornalistica – Reg. stampa n.684/2013 Tribunale di Bari
powered by Comma3