Ecco alcune vecchie foto (fine anni 30), tratte dalla collezione del Cav. Gaetano Brattoli, di Quasano, o Quisisano, o Quisisana, luogo di “villeggiatura”, molto caro a noi bitontini, tenimento di Toritto, nelle quali è ritratto il Cav. Serafino Santoro, Podestà di Bitonto, con altri illustri personaggi dell’epoca.
Nell’Atlante geografico del Regno di Napoli, delineato per ordine di Ferdinando IV re delle Due Sicilie, da Gio. Antonio Rizzi-Zannoni, geografo di Sua Maestà, stampato nel 1808 a Napoli, nelle vicinanze della città di Toritto viene riportato il toponimo Acqua Sana ad indicare la futura frazione di Quasano, piccola borgata rurale ai piedi del gradino delle Murge. Qui vi si trova il santuario di S. Maria di Quasani, ove alla metà di maggio si svolge una frequentata festa con processione di carri addobbati e benedizione delle “panelle”, pagnotte che si distribuiscono alla folla.
FESTA DELLA MADONNA DEGLI ANGELI
Questa festa è celebrata con una mangiata nel punto del territorio detto Quasano o Quisisano. Alcuni giorni prima, si scelgono i cosi detti “deputati” che vanno per le case raccogliendo il grano. Quando se ne sono raccolti cento, duecento o più tomoli, si macina e le famiglie dei deputati s’ incaricano di farne fare le panelle (pagnotte) del peso di circa due quinti di chilo: la crusca si vende a benefizio dei poveri, e del cruschello si fanno maccheroni per chi ha fatto il pane. La sera del sabato si radunano nella piazza i carri coi bovi e viene tirato a sorte a quale di essi toccherà portare il quadro della Madonna ed andare innanzi agli altri. La mattina della domenica i buoi, infiorati e col corpo ricoperto da un mantello o gualdrappa, si incamminano e giunti a circa 100 metri dall’abitato si forma la processione; l’ arciprete benedice la terra e subito s’incamminano di nuovo.
Al rumore delle campane, tutti, si vestono e vanno ad aspettare la processione presso ad una grande cisterna vicina a Quasano,e, riunitisi, tutti passano, coi carri tirati dai buoi in capo, innanzi alla prima cappella della
Madonna. Ed è tale I’abilità dei bovari che, passando innanzi alla porta fanno inginocchiare e rialzare i buoi.
Si giunge poi ad un punto ove è un gran cerchio e si depongono qui i sacchi del pane e vi si mettono su la bandiera e il ritratto della Madonna. Fatto questo, si va a prendere dalla chiesa la statua e si benedice il pane. Benedetto, i deputati danno ogni sacco a due uomini e poi, formatisi in cerchio, ordinano che tutti si mettano in cerchio. Si spara allora un razzo per dare il segno a quei che tengono i sacchi di star pronti, e nessuno può uscire più dal circolo; a un secondo razzo si aprono i sacchi e al terzo si distribuisce il pane.
Tutti si accapigliano per essere i primi ad averlo: chi ne tocca di più, a chi di meno e a chi neanche un pezzo. Distribuito il pane, tutti si disperdono nelle vicine masserie o restano nel luogo a mangiare quello che hanno portato.