Da Michele Giammarelli e Nicola Vacca del movimento politico Bitonto in Testa, riceviamo e pubblichiamo.
“Era da preventivare, anche il locale congresso di Fratelli d’Italia, al pari di quello del Partito Democratico non passerà inosservato, ad una città, ormai da troppo tempo abituata al racconto di dispute interne a quei partiti di stampo nazionale, che, puntualmente, vengono interessati da questioni che sfuggono alla politica intesa come interlocuzioni e/o proposizioni per problematiche che interessano la totalità dei cittadini.
Il suo spostamento (a data da destinarsi), riguarda quella parte di opposizione da troppo tempo priva di evidenza, nonostante i tanti arretrati amministrativi (più che quindicinali) di un Governo della Città sempre assente, con anche un continuo mischiarsi tra le parti (destra, sinistra), a certificare una confusione politica ormai non più occultabile.
Tutto ciò accade anche per ingerenze, esterne e personalistiche, ad incidere sui perimetri delle coalizioni, che, di volta in volta si modificano, in barba ai programmi elettorali, puntualmente disattesi.
In questi 15 anni abbiamo visto un via vai (andirivieni) di gruppi politici disomogenei a sostenere un Sindaco in carica, unico demiurgo e decisore delle sorti politico/ amministrative, per anche detenere (un unicum), nel passato decennio, le deleghe più importanti, quali l’urbanistica e i lavori pubblici con una mediocrità di risultati incommentabili.
Una politica che ha visto coalizioni (senza PD) di simil sinistra nel primo Abbaticchio che si trasforma in simil destra nel secondo, per la presenza di gruppi ex UDC e Pdl di derivazione Valliana, con tanto di posizioni gestionali (assessorili e non) ed una folgorante acquisizione a metà mandato del Partito Democratico, a completare un guazzabuglio politico con quasi tutte le componenti dell’emiciclo di Palazzo Gentile.
Guazzabuglio, che si è ripetuto in occasione delle ultime elezioni comunali, dove lo spariglio appare ancor più evidente per la trasmigrazioni di gruppi/forze di sinistra verso destra con Damascelli Sindaco e il mantenimento dei gruppi destra/sinistra di continuità Abbaticchiana con Ricci Sindaco.
Come si può notare dalla semplicità del racconto, a Bitonto, i cosiddetti partiti nazionali sembrano al servizio di taluni messia politici, che, incidono sulle loro strutture organizzative, a limitarne l’autonomia politica e l’attività amministrativa, con il benestare di una politica Barese a certificare una sorta di dipendenza territoriale.
Le tante opere pubbliche mai completate (es, ponte sulla S.P.231), la questione ambientale (discarica Ecoambiente), l’allungamento della pista aeroportuale e tanto altro, sono la riprova di un assoggettamento politico alla Città Metropolitana e ai suoi referenti partitici Baresi.
Un piangersi addosso che si riflette sui rapporti politici locali.
Il litigare al proprio interno, per eleggere un segretario del Partito Democratico, non avendo contezza delle tante negatività ereditate dal decennio Abbaticchiano, limita (priva) lo stesso partito dal ruolo assegnatogli dal corpo elettorale.
Allo stesso modo, Fratelli D’Italia litiga al proprio interno per affermare una supremazia legata agli uomini, ad indicare un limite partecipativo e MAI vincente anche per una propria difficoltà ad essere riconoscibili.
Noi di Bitonto in Testa, riteniamo auspicabile prendere le distanze da questo modo di fare diventata consuetudine negli ultimi 3 lustri.
NOI apparteniamo al popolo che contesta le buche, reclama spalliere, parcheggi, mobilità stradale, verde pubblico, zona franca da rifiuti, una TARI a misura di portafoglio ecc.ecc.ecc..
A causa di tutto ciò auspichiamo un equidistante civico progetto politico, ed una nuova classe dirigente consapevole della necessità di isolare gli adattati protagonisti, i loro partiti ed i loro profeti.
congresso congresso