«Siamo pronti a giocarci questa sfida, importantissima per la società e per tutto l’ambiente».
Cataldo Guarino, mister del Bitonto C5 femminile, è pronto ad affilare le armi per la prima sfida davvero importante della stagione 2025-2026: la Supercoppa italiana. Sabato, infatti, le leonesse neroverdi, detentrici della Coppa Italia, contenderanno alle campionesse d’Italia del Falconara il primo trofeo della stagione in casa proprio delle biancocelesti. Destino ha voluto che a scontrarsi saranno le ultime compagini che hanno alzato la prestigiosa coppa. Le marchigiane nel 2022, mentre Lucileia e compagne lo hanno fatto nel 2023 e nel 2024 e cercano, quindi, uno storico tris. Inutile dire che sono tantissimi i motivi di interessi della contesa, che arriva dopo un mese e mezzo di stop causa Mondiali nelle Filippine vinti dal Brasile perchè da un lato c’è il Falconara, terzo in campionato e che vorrà dar seguito al tricolore, quasi inaspettato, vinto a giugno e dall’altro ci sono le bitontine, alla decima finale in meno di tre anni, alla caccia del nono trofeo in due stagioni e mezzo e desiderose di dimostrare che il ciclo non è affatto terminato, seppur in questa stagione sono quinte con già due sconfitte in sette partite e non date come favorite.
«Abbiamo attraversato un periodo particolare – sottolinea il mister bitontino, alla prima finale su una panchina di una compagine femminile – perchè in questa lunga pausa ci siamo allenati a ranghi ridotti ma ne abbiamo approfittato per sistemare alcune situazioni che dobbiamo migliorare. Abbiamo lavorato comunque molto bene e chi è tornato dal Mondiale lo ha fatto con grande carica e voglia di giocarsi questo trofeo. Ho sensazioni decisamente positive perchè tutti non vediamo l’ora di giocarci questa partita contro una squadra molto forte che sta disputando un campionato importante». Ma come si preparano partite del genere? «Abbiamo pochissimi giorni per prepararci al meglio – ammette Guarino – ma non ci deve spaventare e sono sicuro daremo il meglio e io stesso sono orgoglioso di disputare questa finale con questa squadra, piena zeppa di calcettiste magnifiche e guidate da una dirigenza con cui abbiamo una simbiosi totale di idee. Il fattore parquet, indubbiamente, potrebbe essere un vantaggio per loro ma i nostri tifosi non mancheranno e sarà anche per loro che dobbiamo portare il trofeo a casa».
















