Ormai non dovrebbe fare più notizia per le pazzie (rigorosamente) positive clamorose, ma invece, tutte le volte, è una emozione diversa.
Lo avevamo lasciato 15 giorni fa, quando aveva messo nelle gambe la Milano-Sanremo (e ritorno) (clicca qui per link urly.it/31fd1m) ma dopo due settimane, rieccolo. Luigi de Gennaro, il 60enne presidente della Asd Velosprint, è volato in Belgio nella settimana di Pasqua vincere, sabato scorso, una delle corse ciclistiche più iconiche e impegnative al mondo. il Giro delle Fiandre, la più importanti classica del Nord, di 247 chilometri.
In scena nelle Ardenne Fiamminghe, è conosciuta come “la classica dei muri” in quanto caratterizzata da stretti passaggi e ripide salite spezza gambe quasi sempre piastrellate di pavè. “De Ronde”, come la chiamano i Fiamminghi, è molto di più di una classica. È un evento che è parte della tradizione e della cultura di un’intera comunità. Esattamente come la gara dei professionisti, De Gennaro è partito da Anversa e ha concluso le fatiche sul rettilineo di Oudenaarde. Nel mezzo, dicevamo, i “muri”, precisamente 16, dal fondo stradale in pietra spesso umide e coperte di fango che ne aumentano il grado di difficoltà dove il confine tra la gloria e l’incubo è molto labile. Ecco i più iconici: l‘Oude Kwaremont, (1.500 metri, pendenza massima 11,6 per cento), il Berg Ten Houte (1.100 metri con punte che arrivano al 21per cento) il Paterberg (360 metri, pendenza media 12,9 e pendenza massima 20,3 per cento) e il temuto Koppenberg (600 metri micidiali, pendenza media 11,6 per cento, pendenza massima 22 per cento).
“È stata un’esperienza unica e indimenticabile, non certo facile, ma vinta – le sue parole -. Il percorso è davvero complicato. Vedere le immagini dei “muri” in TV, non rende minimamente l’idea della difficoltà estrema che li caratterizza. Il ciclismo è quello sport meraviglioso, forse l’unico, che ti offre la possibilità di gareggiare sullo stesso palcoscenico ove si confrontano e si sfidano gli atleti professionisti. Sarebbe come, per un appassionato di calcio, poter giocare le partite al Maracanà oppure al Santiago Bernabeu oppure all’Old Trafford. E io non mi lascio sfuggire certe occasioni. Dopo la Parigi Roubaix e dopo la Milano Sanremo, anche il Giro delle Fiandre ora fa parte del mio palmares. Il mio intento è conquistare anche le altre due classiche monumento ovvero la Liegi-Bastogne-Liegi e il Giro di Lombardia per chiudere il cerchio”.
Un ringraziamento, De Gennaro, lo rivolge nei confronti del suo sponsor personale Francesco Toscano titolare dell’agenzia “Allianz” di Bitonto per il supporto economico.
















