Rubrica a cura di Silvia e Paola Murgese – Shibui
Se in primavera utilizziamo spesso profumi “parentesi” ovvero quelle fragranze luminose, pulite e floreali che ci traghettano dall’inverno nella bella stagione, in estate con l’arrivo del caldo, osiamo con fragranze che inneggiano alla libertà, alla leggerezza e al meritato relax dopo un anno di lavoro.
I profumi lo sappiamo hanno potere aromaterapico e la capacità di farci sognare…ed ecco che se indossiamo le fragranze che sanno di brezza salmastra, il tipico odore di pelle baciata dal sole e dal mare dopo una giornata trascorsa in spiaggia, chiudiamo gli occhi e ci ritroviamo in una caletta nascosta della nostra Puglia.
Questo viaggio olfattivo è possibile grazie ai sentori marini e ozonati, soprattutto all’iconica molecola di calone che permette di “imbottigliare” l’estate.
In questo mare, è proprio il caso di dirlo, di aromi, vi è posto anche per un’ altra categoria…quella degli aromatici che ricordano la macchia mediterranea. Questi si distinguono per le note di erbe selvatiche (mirto, timo, rosmarino, elicriso)agrumi freschi e legni aromatici richiamando l’odore del sale sulla vegetazione costiera. Queste fragranze annoverano schiere di cultori accomunati dalla mediterranea passione.
La bella stagione però è foriera anche di bruschi temporali e gli effluvi che si sprigionano nell’ aria dopo la pioggia estiva è possibile rievocarli attraverso l’uso dei profumi ozonati che sanno di aria fresca, metallica e pulita.
Marini, ozonati o aromatici, tu (dimmi?) di che team sei?











