Rubrica a cura di Silvia e Paola Murgese – Shibui
“Laran, Laran un po’ di cipria qua, Laran Laran un tocco qui e là“, cantava nel millenovecentosettantaquattro Raffaella Carrà.
La cipria ha però radici antichissime risalenti a qualche secolo prima dell’avvento della Raffa nazionale. In principio nata come polvere di Cipro a base di amido e profumi. Deve il suo nome proprio all’isola sacra a Venere. Le prime testimonianze storiche sull’uso di polveri cosmetiche per uniformare l’incarnato ci portano fino all’antico Egitto, ai Sumeri e all’Estremo Oriente. Dove la polvere di riso veniva impiegata per schiarire la pelle.
Come suddetto il nome deriva da… dall’isola di Khypros, non solo per la vicinanza al culto di Aphrodite, ma anche per i giacimenti di rame (in latino Cuprum appunto) che richiamavano il colore ambrato di alcune polveri. Tra il basso medioevo e il rinascimento l’ideale di bellezza imponeva una pelle diafana. Per raggiungere questo candore dame e cavalieri arrivarono ad utilizzare la biacca di piombo, una sostanza altamente tossica. Nel seicento e nel settecento la cipria visse la sua epoca d’oro: nobili e cortigiane ne facevano un uso smodato non solo sul viso ,ma anche sulle parrucche. A quell’epoca infatti la polvere serviva principalmente a mascherare i cattivi odori , ma soprattutto a uniformare la pelle e a marcare la divisione tra classi agiate, che non lavoravano sotto il sole e la plebe.
La cipria era considerata un elemento di igiene fondamentale: non indossarla era sinonimo di trascuratezza. Con la Rivoluzione Francese l’eccesso del trucco e della cipria venne abbandonato perché associato agli sfarzi della monarchia caduta. Nell’Ottocento si impose un ideale di dama, “acqua e sapone” con un uso molto più discreto dei cosmetici. La vera rivoluzione arrivò agli inizi del novecento: grazie all’intuizione di chimici e pionieri del make-up il piombo e gli ingredienti nocivi vennero definitivamente banditi. La cipria venne ripensata e realizzata con formule sicure a base di talco, amido e ossido di zinco. Diventando un prodotto di massa e facilmente accessibile per il fissaggio del trucco moderno.
Oggi la cipria ha un ruolo essenziale nella cosmetica. Oltre alle versioni in polvere libera o compatta( a base di talco, mica, silice o acido ialuronico) esistono formulazioni trasparenti illuminanti o colorate create non solo per opacizzare, ma per creare effetti ottici specifici di levigatura e valorizzazione del viso.
La cipria è l’ alleato di bellezza indispensabile nella stagione in cui il termometro sale, l’umidità non dà tregua e mantenere il make up intatto fino a sera sembra un impresa impossibile. Chiunque in questi giorni si trovi a camminare per le vie della nostra città tra una commissione e l’altra, conosce bene il problema: bastano poche ore sotto il sole estivo per vedere la pelle lucidarsi e il trucco iniziare a svanire. Eppure il segreto per un viso fresco e in ordine non richiede ore davanti allo specchio, ma un solo intramontabile complice da tenere sempre in borsa…
E voi avete già trovato la vostra formula preferita?? Se non l’avete ancora individuata fate un salto da noi Beauty Sister e sapremo indicarvi il prodotto perfetto per la vostra pelle.
Intanto raccontateci nei commenti quali sono i vostri segreti di bellezza quotidiani
(Immagine https://www.magnific.com)














