«Sono lieto parteciparle che aggregazione frazioni Palese e Santo Spirito è fatto compiuto. Realizzasi così altra tappa programma espansione centro capoluogo regione. Come Ceglie e Carbonara hanno avvantaggiato aggregazione Bari, cosi nuove frazioni son sicuro risentiranno benefici ed assecondamento opera materna».
Recita così il telegramma che, nel settembre 1928, fu inviato dal sottosegretario di Stato ai Lavori Pubblici, Araldo Di Crollalanza, al commissario straordinario Vincenzo Vella e poi pubblicato sulle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno (20 settembre). Telegramma che riportava l’avvenuta unione della località di Santo Spirito, prima frazione di Bitonto, a Bari.
Un progetto di espansione del capoluogo pugliese, come si legge, riguardò anche Palese, (prima appartenente al comune di Modugno), che fu fusa alla località già barese di Macchie. A sancire la cessione delle frazioni fu il Regio Decreto del 6 settembre1928 numero 2133.
Crollalanza, che era stato podestà di Bari prima di Vella, dal 26 dicembre 1924 all’11 luglio 1928, aveva l’ambizione di un rilancio del capoluogo con la creazione della cosiddetta “grande Bari”. Obiettivo che lo portò ad inglobare nella giurisdizione barese comuni e frazioni limitrofe. Santo Spirito e Palese segnarono l’avvio di questa espansione, che coinvolse anche i comuni di Carbonara di Bari, Ceglie del Campo e Loseto, così come le località di San Giorgio (sottratta a Triggiano), Torre a Mare (tolta a Noicattaro). Acquisizioni che daranno al territorio di Bari la conformazione di un’aquila con le ali spiegate, simbolo caro al regime fascista di cui lo stesso Crollalanza era parte integrante.
«La grande Bari compie, come si vede, un altro importante passo verso quelle realizzazioni che la vanno inquadrando in una armonicità di sviluppo e in una potenza di metropoli» scrive la Gazzetta che indica due precedenti esempi positivi di località che hanno vissuto, secondo chi scrive, un miglioramento di vita civica per i propri abitanti: Ceglie e Carbonara: «Nuove e più rapide comunicazioni, riattamento e allargamento della rete di illuminazione, modernizzazione dei servizi comunali e tutta una serie di provvidenze di minor conto, ma decisive per gli sviluppi locali».
La Gazzetta parla, in data 22 settembre 1928, di una spontanea e larga manifestazione di giubilo, a Palese, alla notizia del passaggio a Bari. Non ci sono però notizie, almeno tra le pagine della Gazzetta del Mezzogiorno, su Santo Spirito e sulle reazioni di Bitonto alla consegna forzata della frazione costiera a Bari, nonostante per Bitonto non fu affatto cosa da poco: si perse, infatti, lo sbocco sul mare di un territorio che, prima, si estendeva dalla costa alla Murgia.
Ma di questo, ne parleremo in un altro appuntamento della rubrica.
















