Cineteatro Coviello. Un luogo ormai chiuso, che si spera che un giorno possa tornare alla sua storica funzione, esercitata nei decenni. Tanti gli artisti ospitati sin dal 1953, quando fu inaugurato in via Repubblica.
Tra questi, anche Mario Merola, storico interprete della musica napoletana, che su quel palco ebbe però anche una piccola disavventura.
Ma andiamo con ordine. A quel tempo Merola era all’apice della sua carriera teatrale e musicale. E non solo. Tra i volti più noti della sceneggiata napoletana, sarebbe diventato a breve anche il protagonista di uno degli ultimi sviluppi del cinema poliziesco all’italiana (detto anche “poliziottesco”), un cinema in voga negli anni Settanta ma che con l’inizio degli Ottanta iniziò il percorso verso la sua scomparsa.
Al seguito aveva una nutrita schiera di fedeli fan pronti a riempire le platee ai suoi concerti o ai suoi spettacoli. Ed è quello che successe anche a Bitonto. Ma talvolta l’entusiasmo dei sostenitori gioca brutti scherzi, come raccontato dalla Gazzetta del mezzogiorno.
Era il 28 gennaio 1976, giorno in cui l’artista partenopeo era a Bitonto per portare in scena una sceneggiata napoletana nel cineteatro Coviello. Con lui recitavano Tecla Scarano, Gloria Christian, Vittorio La Rosa, per la regia di Nino Masiello. Presentava Enzo Berri.
Ad un tratto, qualcuno, dal pubblico, lanciò numerosi confetti verso il cantante. Un lancio talmente forte da colpire Merola ad un occhio, costringendolo ad interrompere la performance e a rientrare in camerino.
Per fortuna, l’artista non riportò nulla di serio e, dopo una decina di minuti, ritornò sul palco per concludere lo spettacolo tra gli applausi degli spettatori.
















