«Nel salone, ove domina un gigantesco quadro del Duce, opera del pittore concittadino Francesco Speranza, il segretario del Fascio ha rivolto il saluto delle fedeli Camicie Nere bitontine al prefetto, al federale e alle altre autorità».
Recita così un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno del 13 novembre 1936, in cui si racconta dell’inaugurazione, avvenuta il giorno prima, della Casa del Fascio, edificio non più esistente di piazza Cavour, ai piedi del Torrione Angioino, e del plesso scolastico di via Obelisco (la Fornelli, oggi in via Repubblica).
Del ritratto di Mussolini realizzato da Speranza il Da Bitonto ne ha già parlato in passato. Fu realizzato quello stesso anno dal pittore bitontino, ma non è sopravvissuto alla fine della dittatura fascista, quasi sicuramente distrutto dalla furia che travolse il regime nella sua fase finale. Non esiste traccia, a parte qualche rara citazione come la suddetta e una fotografia che ritrae le donne del locale Fascio Femminile, diretto da Ines Delle Cese. Foto che, meno di due anni fa, fu esposta in una mostra organizzata dalla Fondazione De Palo Ungaro dal titolo “Gli anni del Fascismo e il sogno di un Impero”.
La sede del Fascio femminile era stata istituita dieci anni prima, il 17 settembre 1926, con decisione della giunta comunale numero 315.
Fino all’aprile del 1931, il Fascio femminile si trovava all’angolo tra piazza Cavour e via Pasculli, per poi essere spostato all’interno della Casa del Fascio, che si inaugurò in quel 12 novembre narrato dalla Gazzetta del Mezzogiorno il dì successivo.
Ad essere inaugurata per prima fu la scuola, realizzata dagli ingegneri Ambrosi e De Gennato e dalla ditta costruttrice Mitaritonna. Per l’occasione arrivarono in città gerarchi fascisti da tutta la Provincia. Ad accoglierli, il podestà Serafino Santoro e il segretario del Fascio cittadino Francesco Damiani. A celebrare la benedizione dei due edifici, il vescovo Andrea Taccone.
All’esterno, riporta il quotidiano pugliese, una piazza gremita di gente accorsa per l’occasione: «Una giornata di grande entusiamo è stata quella che ha vissuto ieri il nostro popolo. Tutta Bitonto si è stretta intorno alle invitte insegne del Littorio per esprimere il suo omaggio alle gerarchie provinciali qui convenute per premiare, con la loro presenza, oltre che un popolo fascistissimo e laborioso, l’opera realizzatrice compiuta in favore della Scuola e del Partito».
Alla manifestazione parteciparono tutte le autorità cittadine di ogni ordine e categoria.
Per il podestà Santoro, le due opere testimoniavano «quanto possono le direttive, la capacità ed il fermo volere di coloro che sono preposti a capo del nostro paese».
















