Rubrica a cura di Simona Saracino
Il Premio Strega è un Premio letterario istituito nel 1947 da Guido Alberti chiamato come il liquore prodotto dall’azienda di famiglia.
Da allora gli Amici della domenica, che oggi costituiscono un corpo elettorale di quattrocento donne e uomini di cultura, esprimono il loro voto in due sessioni: la prima, in Giugno per scegliere la cinquina finalista e la seconda a Luglio per eleggere il vincitore.
Sin dalla nascita il Premio Strega è stato indice degli umori dell’ambiente culturale e dei gusti letterari degli italiani. I libri premiati hanno raccontato il nostro Paese, documentandone la lingua, i cambiamenti, le tradizioni.
In questi ottant’anni le scelte compiute dal Premio hanno incoraggiato i lettori italiani a leggere sé stessi, la loro storia e il loro presente attraverso lo specchio della narrativa contemporanea.
Ennio Flaiano è stato il primissimo vincitore del Premio nel 1947, seguito da Tomasi di Lampedusa, Elsa Morante, Umberto Eco, Sandro Veronesi e altri celebri autori della narrativa italiana fino a Bajani vincitore Strega 2025.
Qualche giorno fa sono stati nominati i finalisti dell’ottantesima edizione del Premio e in libreria è un brulichio di pensieri, impressioni e scommesse su quale sarà il vincitore.
- I convitati di pietra(Einaudi) di Michele Mari – 280 voti
Il racconto di un patto di sangue tra compagni di classe. Anno dopo anno va avanti un’immaginaria roulette russa tra rancori e amori nascosti, omicidi . Il risultato è un racconto grottesco scandito da un ritmo incalzante.
- Una storia d’amore(Feltrinelli) di Matteo Nucci – 242 voti
Il romanzo ci accompagna nell’Atene del v secolo A. C. Ci presenta l’uomo dietro al filosofo, i luoghi e gli incontri che hanno ispirato le sue opere più importanti.Un libro che indaga il rapporto con la morte e con l’eros.
- La sonnambula(Bompiani) di Bianca Pitzorno – 195 voti
Una donna che sa ascoltare e che per 5 lire raccoglie i biglietti e le suppliche di destini altrui rispondendo con profezie. Attorno a lei si intrecciano amori difficili, fughe e desideri di riscatto in un romanzo che parla di donne e libertà
- Donnaregina(Mondadori) di Teresa Ciabatti – 184 voti
Chi è davvero ‘o Nasone?Se lo chiede la scrittrice a cui il giornale ha dato l’incarico di intervistare proprio lui, il superboss . Il confronto diffidente tra loro, si trasforma in un viaggio fra ricordi e confessioni sui figli che non sono quello che credono.
- Lo sbilico(Einaudi) di Alcide Pierantozzi – 170 voti
Un memoir crudo e toccante incentrato sulla malattia mentale e la psicosi . Acclamato dalla critica, offre un resoconto spiazzante sull’alienazione e sulla fragilità umana.
- Vedove di Camus(L’orma) di Elena Rui – 163 voti
4 vedove diverse di uno stesso uomo , il più grande intellettuale della letteratura del Novecento, Albert Camus.
Con estro e rigore, si indagano le vite e le voci di queste quattro figure femminili di fronte all’ineluttabilità della disgrazia. Si imbastisce così un discorso sull’amore che rifiuta certezze morali per restituire la trama sottile, contraddittoria e irriducibile degli affetti, offrendo a chi legge la libertà di interrogarsi sui confini e sugli abissi dei rapporti umani.
Chi mi conosce sa qual è il mio preferito e chi vorrei come vincitore.
In libreria troverete disponibili tutti i candidati e vi aspetto per discuterne insieme.
Buone Letture a tutti!
















