Rubrica a cura di Simona Saracino
Più che consigliare libri, attraverso questa rubrica mi piacerebbe mettere una pulce nell’orecchio ai lettori e provare a trasmettere loro un po’ di curiosità sui libri.
Ci sono dei libri magnetici, che ti attirano come una calamita.
Vi è mai capitato di voler correre a casa e continuare a leggere il finale o la continua di una storia ?
A me è capitato con Jane Eyre, Cambiare l’acqua ai fiori, La cura Schopenauer e tanti altri capolavori.
Chi segue il mio gruppo di lettura Oltre le Righe sa bene che questo mese stiamo leggendo “ La paziente silenziosa” di Alex Michaelides.
Bene, questo è un libro che ha la capacità di lasciare il lettore incollato alle pagine , un libro magnetico, al quale non potrai fare a meno di pensare.
La protagonista é Alicia Berenson,un‘affermata pittrice ricca e innamoratissima del marito Gabriel, noto fotografo di moda.
La sua vita sembra perfetta fino a quando la polizia irrompe nella sua casa e trova il marito morto con il volto sfigurato da cinque colpi di pistola. Alicia, impietrita in piedi davanti a lui ha le vene dei polsi tagliate e da quel giorno smette di parlare, sia pure per difendersi dall’accusa di omicidio.Viene rinchiusa in un manicomio criminale dove incontra lo psicologo forense Theo Faber, ammaliato dalle sue opere, soprattutto dall’ultima, “L’Alcesti”, dipinta dopo i tragici eventi, decide di far di tutto per riportare in superficie quello spirito dolente e riportarlo alla vita. Si instaura un complicato rapporto psicanalitico a doppio senso. Mentre Theo cerca di far breccia nella dura scorza di mutismo e indifferenza di Alicia, al tempo stesso è costretto a riesaminare i propri traumi infantili, causati dal padre violento ed arrogante, e di adulto con moglie adorata, ma infedele.
“La paziente silenziosa” è un romanzo insolito ed intrigante. La tensione emotiva, è palpabile e Faber da medico lo vediamo tramutarsi in investigatore accanito che cerca di ricostruire il passato della paziente e, contemporaneamente, di dare un volto all’amante della moglie. Infine, in un climax da tragedia greca (proprio come l’Alcesti) le vicende scorrono veloce sino al drammatico ed inaspettato finale.
La parte più coinvolgente è proprio questo doppio flusso narrativo che ci mostra Theo sia nelle vesti di medico che in quelle di “paziente” di sé stesso. Il coup de theatre conclusivo giunge come un violento ceffone in faccia al lettore che rimane totalmente spiazzato, attonito ed incredulo. Ma anche ipotizzando una conclusione più pacata e composta sarebbe difficile non partecipare delle vicende di Alicia e Theo.
Insomma, un libro da leggere tutto d’un fiato.
















