Sulla pianura di Salisbury si ergono giganti di pietra, allineati in cerchi e architravi, come custodi di un antico segreto. E’ Stonehenge un monumento megalitico, che racchiude i misteri più resistenti che la storia ci abbia consegnato. Gli archeologi hanno stabilito che la costruzione di Stonehenge si svolse in più fasi, a partire dal 3000 a.C. La prima versione del sito non era composta da grandi monoliti, ma da un ampio fossato circolare, con un argine interno e una serie di fossi, oggi noti come Aubrey Holes, in cui gli studiosi hanno trovato resti ossei cremati, segno che nella sua fase primitiva il sito fosse un luogo cerimoniale, forse legato alla morte e al culto degli antenati.
Solo secoli più tardi, intorno al 2500 a.C. comparvero i grandi blocchi di pietra, le bluestones più piccole, ma non meno enigmatiche, furono trasportate per oltre 200 chilometri dalle montagne di Preseli, in Galles, anche se ignoriamo come uomini del Neolitico abbiano fatto non disponendo di ruote robuste né di animali da traino in grado di sopportare simili carichi. Le pietre più grandi, invece, i sarsen, furono estratte più vicino, da cave situate ad una trentina di chilometri, ma anche in questo caso, il peso dei blocchi, fino a 25 tonnellate, rende la logistica un rompicapo.
Stonehenge non fu un’opera completata una volta per tutte è come se il sito fosse stato un cantiere perpetuo per oltre mille anni. Le interpretazioni riguardanti ruolo e scopo sono ancora più misteriose, una delle ipotesi più accreditate è il suo collegamento ai druidi celtici, sacerdoti che avrebbero officiato riti misteriosi tra i monoliti. Studi e scoperte successive riguardanti i resti ossei rinvenuti, testimoniano come il complesso fosse stato dapprima un cimitero cerimoniale, unendo la venerazione dei defunti allo studio del cielo.
Per secoli la spiegazione più diffusa è stata quella di luogo di culto. Stonehenge sarebbe stato un tempio dedicato a divinità solari o lunari, in cui i sacerdoti officiavano rituali legati ai cicli della natura. La sua imponenza aveva il duplice scopo di impressionare i fedeli e sancire l’autorità spirituale della classe sacerdotale, un’altra ipotesi avanzata è quella di luogo di sepoltura e una terza è quella di luogo di incontro comunitario, o meglio un centro di aggregazione, dove tribù diverse si riunivano periodicamente per celebrare riti comuni, rafforzando legami sociali e politici.
E’ stata anche avanzata l’affascinante teoria che il complesso megalitico fosse un osservatorio neolitico, capace di prevedere solstizi, equinozi o persino eclissi, un vero “calendario di pietra”, che aiutava le comunità locali ad organizzare i tempi della semina e del raccolto.
L’aspetto più evidente nello studio di questo gigante di pietra è che ogni volta che si crede di aver compreso il sito, una nuova indagine rivela nuovi misteri. E’ come se Stonehenge fosse stato concepito per rivelarsi a poco a poco, senza mai concedere una verità definitiva.
(Rubrica a cura di Raffaele Verna – foto dal web )
















