La Reggia di Caserta si erge dalle pianure del sud Italia come lucente testimonianza del genio architettonico che si denuncia attraverso la simmetria delle sue finestre e la proporzione geometrica che si disarticola tra i cortili e le fontane a cascata, che coprono in un gioco danzante di luci l’orizzonte.
Caserta non è solo un palazzo, è una dichiarazione di potere, è un mirabile esempio di come l’architettura traduca in linguaggio le ambizioni di sovrani e regnanti incise magistralmente nella pietra e nel marmo che la compongono.
La storia della Reggia di Caserta risale alla metà del XVIII secolo, quando la gloria non era strettamente rappresa tra i confini delle campagne militari, ma si perpetuava anche o soprattutto attraverso l’edificazione di monumenti che registrassero lo splendore delle dinastie.
Questo capolavoro che troneggia ancora oggi tra le merlature della Campania fu pensato da Carlo VII di Napoli che ne avviò i lavori e successivamente fu raccolto da re Carlo III di Spagna, che ambiva a costruire una dimora così lussuosa da superare e oscurare la magnificenza della reggia di Versailles. L’incarico di edificare una delle residenze reali più grande al mondo fu affidato a Luigi Vanvitelli, maestro italiano dello stile barocco e neoclassico, che non creò solo un palazzo, ma un complesso che comprendeva appartamenti, uffici, caserme e teatri, con un totale di 1200 stanze, 34 scalinate e 1742 finestre e uno straordinario parco che si estende per chilometri oltre la reggia.

All’interno dell’edificio si può ammirare lo Scalone d’Onore e i suoi gradini in marmo che conducono agli appartamenti reali, dove il re e la sua corte vivevano, si intrattenevano e governavano. Le stanze sono decorate con specchi dorati, soffitti affrescati e arazzi, mentre la Sala del Trono comprende soffitti alti ornati d’oro e pareti decorate con ritratti della dinastia Borbonica. Purtroppo re Carlo non visse abbastanza per vedere completata l’opera infatti gli subentrò suo figlio Ferdinando IV di Napoli e proprio durante il suo regno Caserta divenne il centro pulsante della vita di corte, tra balli e banchetti che riempivano i saloni di musica e risate.
Successivamente con il caos generato dalle guerre napoleoniche, il regno di Napoli si trovò in mezzo alla tempesta e la reggia divenne un porto sicuro dove rifugiarsi e questo non fu un episodio isolato nel moto ondoso delle vicende politiche che si susseguirono.
Dopo tanti secoli la Reggia di Caserta è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e sembra quasi di poter sentire ancora, tra le sue stanze, le risate dei cortigiani durante una festa danzante e i passi frettolosi dei diplomatici in attesa di udienza a raccontare, ancora una volta, in maniera potente la storia di un mondo e di una visione straordinaria.
(Rubrica a cura di Raffaele Verna – foto dal web)

















