Il vocabolo Cabala, deriva da una parola ebraica legata alla radice qibel che significa “ricevere” e “da bocca ad orecchio” ed è annodata al mondo del misticismo ebraico, ovvero ad un corpus di speculazioni sulla natura della divinità, sulla creazione, sull’origine e sul destino dell’anima e sul ruolo degli esseri umani nella logica della creazione. L’origine della Cabala si perde nella notte dei tempi, c’è chi pensa che derivi dalla tradizione magico esoterica della cultura egiziana, greca e caldea, ma ancora oggi nonostante gli studi e i progressi fatti nessuno può spiegare con certezza come questa disciplina sia nata. Alcuni sostengono che sia stata rivelata ad Adamo, da Raziel, l’Arcangelo della sfera di Chokma, oppure che derivi dalle prime dotte disquisizioni dei sacerdoti sul significato nascosto, celato dietro le parole del Pentateuco e cioè dei primi cinque libri della Bibbia.
Ciò che divide la Filosofia ebraica dagli studi cabalistici è l’aspetto numerico legato a quello letterale, che si basa sulla convinzione che le ventidue lettere dell’alfabeto ebraico siano state lo strumento attraverso il quale la Divinità avrebbe creato l’Universo. In più lo studio dei nomi di entità spirituali e quello di semplici parole, in base ai significati occulti delle singole lettere che le compongono, si riteneva che potessero propiziare esperienze mistiche.
Lo studio della Cabala però ha una doppia natura, in quanto è arricchita da regole interpretative, ma il raggiungimento della conoscenza della Divinità, resta un percorso personale e privato. Attraverso lo studio della Cabala l’uomo può comprendere sia i segreti della mente umana sia le leggi che regolano l’Universo e attraverso l’utilizzo delle sue tecniche l’uomo può risvegliare le sue percezioni spirituali e le sue facoltà latenti.
La Cabala ebraica assunse la forma sotto la quale oggi è conosciuta nel XIII secolo, grazie al trattato di Moses Baal Shem Tov de Leon, morto nel 1305, con il nome di Sepher ha-Zohar (Il Libro dello Splendore) considerato il più antico testo cabalistico, che tratta della creazione dell’Universo, utilizzando come codice interpretativo l’alfabeto ebraico.
La Cabala a lungo è stata considerata alla stregua di una prassi esoterica della religione giudaica, rivelata ai più meritevoli, ma questo alla prova dei fatti non risponde a verità, in quanto è stata in passato oggetto di studio fin dal XV secolo d.C. da parte di studiosi come Pico della Mirandola, Marsilio Ficino, Giordano Bruno e molti altri.
La Cabala ha la pretesa di trasformare le lettere in numeri e attraverso simili conversioni mutare la Materia in Spirito perché, citando William Wynn Westcott, eminente studioso della Cabala e grande mistico del XIX secolo: “Tutto ciò che esiste può essere venuto solo dallo Spirito, dall’Essenza Divina. Ex nihilo nihil fit. (nulla viene dal nulla).”
Forse quest’arte numerica, che spiega il significato nascosto delle parole e i valori delle lettere, un giorno decodificherà il mistero della vita, ma fino ad allora è giusto continuare a fare affidamento sulle nostre pregiate intuizioni per decifrare i segreti che impreziosiscono i rari momenti che infiorettano le nostre esistenze.
(Rubrica a cura di Raffaele Verna – foto dal web)

















