Nazca nasce sul suolo desertico degli altipiani del Perù e continua a sorprendere studiosi ed archeologi con centinaia di disegni incisi, riconoscibili solamente dal cielo. Questi disegni variano nella forma e nelle dimensioni, sono infatti raffigurati animali, figure geometriche e linee rette che si estendono per decine di chilometri.
La datazione resta un punto di domanda, c’è chi li fa risalire a 2000 anni fa, mentre ci sono studi che li collocano in periodi molto più antichi, altri in momenti storici più recenti.
Quello che tutti si chiedono è come gli Indios abbiano potuto realizzarli, non disponendo di strumenti tecnici di alta precisione e soprattutto quale fosse la loro funzione. Di certo molti si sono avventurati in tesi ardite, presto smentite, altri hanno avanzato ipotesi più convincenti dal punto di vista strettamente scientifico, ma nonostante le loro spiegazioni risultassero più stringenti sotto l’aspetto logico, anche queste non hanno retto all’esame del tempo.
Ma il caso che oggi vi sottoponiamo fu sollevato da Erich von Daniken uno dei padri dell’archeologia cosiddetta “eretica”, che nel 1995, nella regione montuosa di Palpa, non lontano in linea d’aria da Nazca, nella vicina Valle Igenio, ritrovò disegni a scacchiera, mentre altri ricordavano i giochi geometrici dei mandala tibetani, rinvenuti seguendo in volo le linee rette che da Nazca si allontanavano per più di venti chilometri di distanza. Furono scattate ovviamente foto di questi ritrovamenti e una volta condivise con i piloti e l’equipaggio locale, convennero che quegli inspiegabili disegni erano stati sempre lì in quella regione.
La comunità scientifica ha cercato di offrire spiegazioni per i disegni raffiguranti le scimmie e altre figure simili a ragni, anche se non risultano essere convincenti e soprattutto queste nuove incisioni non possono assolutamente essere chiarite, considerando l’arretratezza di mezzi delle popolazioni autoctone.
Ciclicamente assistiamo ai tentativi di proporre nuove soluzioni per i disegni di Nazca e questo solo per non creare problemi nell’opinione pubblica, forse però invece di giungere a conclusioni arraffazzonate vista la complessità dell’indagine sarebbe più saggio e prudente tacere.
(Rubrica a cura di Raffaele Verna – foto dal web)

















