Il Castello di Frankenstein fu eretto nel XIII secolo e non viene ricordato solo perché la sua storia si intreccia con il racconto gotico di Mary Shelly, difatti la prima menzione risale al 1252 quando Konrad II Reiz di Breuberg, che per primo adottò il nome Frankenstein, lo edificò nell’Odenwald, un gruppo montuoso situato in Germania, costruito allo scopo di affermare la propria autorità feudale nonché il proprio prestigio, in un’epoca in cui le fortezze non venivano edificate per uno scopo solo difensivo, ma anche e soprattutto per consolidare ricchezza e privilegi.
La figura che ha reso il castello un’icona pregna di mistero e di sovrannaturale è quella di Johann Conrad Dippel, un’alchimista e medico nato nel 1673, celebre per aver condotto bizzarri esperimenti tra le sue mura. Si narra a tal proposito che sezionasse cadaveri nel tentativo di far trasmigrare le anime e creare la vita dopo la morte.
Queste vicende si pensa che abbiano ispirato Mary Shelley nell’invenzione del suo personaggio, lo scienziato Victor Frankenstein, nonostante manchino prove documentali che accertino che la nota scrittrice abbia mai visitato il castello. Resta comunque plausibile che durante i suoi viaggi in Germania abbia sentito parlare delle strane attività di Dippel, legando per sempre il nome Frankenstein, che significa “Pietra dei Franchi” con il racconto capostipite del genere fantasy.
Il castello però non rivive solo grazie all’immaginazione di scrittori e romanzieri, ma le sue mura sono sopravvissute a numerose vicende storiche come la Guerra dei Trent’Anni e anche dopo che l’influenza dei Frankenstein svanì, nel XIII secolo, e sprofondò lentamente nell’oblio, il suo ricordo riemerse per la stretta associazione con miti e leggende che lo hanno reso meta di pellegrinaggio per tutti gli amanti dell’ ignoto e grazie al suo grande potere evocativo, oggi, ogni anno, il castello ospita uno dei festival di Halloween più celebri in Germania, che permette di assistere a scenografie elaborate e raffinate rievocazioni epiche.
Anche questa volta ci siamo concessi il lusso di perderci in un regno incantato segnato da monumenti storici, che come templi appartenenti ad un passato mitico ed arcano, ci ricordano che la fascinazione del mistero non bisogna cercarla scioccamente tra le carte di una chiromante, ma più prudentemente tra le pagine di chi cerca di esplorare il nostro variopinto pianeta munendosi della lente della conoscenza.
(rubrica a cura di Raffaele Verna – foto dal web)

















