Cosa accumuna Kurt Cobain, Janis Joplin, Amy Winehouse, Jimi Hendrix, Jim Morrison, Brian Jones e Robert Johnson, la misteriosa coincidenza di essere deceduti per cause naturali o per abuso di stupefacenti all’età di 27 anni o giù di lì.
La definizione di Club 27 è diventata di uso comune nel ’94, dopo la morte di Kurt Cobain, leader dei Nirvana e riguarda persone celebri che hanno consacrato le loro vite alla propria arte e il destino vuole che l’abbiano fatto alla medesima età. Ciascuno dei sette ha guadagnato l’immortalità entrando a pieno titolo, anche grazie ad una morte precoce e alla successiva leggenda, nel mondo un po’ romantico e un po’ dark del glamour contemporaneo.
Se dovessimo analizzare le loro vite armandoci di lente come se vestissimo i panni di un occhialuto psicanalista, noteremmo che un aspetto comune che risalta nella vita di queste sette stars è che tutte soffrivano di turbe psichiche risalenti all’infanzia e che la musica fosse il “fuel” che li permise di elaborare i propri demoni interiori, propiziando un cambiamento radicale nelle loro vite.
Non trovando convincenti spiegazioni che razionalizzino la stravagante parentela di queste morti, altro non possiamo fare che interrogare gli astri e l’aspetto degno di nota è che il ventisettesimo è l’anno immediatamente precedente a quello in cui Saturno ritorna allo stesso punto nella mappa astrologica di quando sei nato e il ventottesimo anno segna il passaggio dalla giovinezza alla maturità. Possiamo quindi dedurre che l’elemento fortemente riottoso e giovanilistico di queste guide maledette di adolescenti alla ricerca di valori identitari, non siano sopravvissute al momento di transizione con un’età biologica che intimamente o intuitivamente non li rappresentava o forse rifiutavano.
Se invece esploriamo le informazioni che la numerologia ci fornisce, scopriamo che il 27 è altamente significativo nella Bibbia, il Nuovo Testamento è composto da 27 libri, nella Bibbia il nome di Abramo compare in 27 parti e secondo il Vangelo di Matteo 27 sono le generazioni che separano il re Davide da Gesù Cristo, in più secondo lo studioso Alfred Weysen il 27 è un simbolo lunare che indica la luce nel buio e simboleggia la luce divina.
Che dire allora…
Che ci sia o meno un collegamento tra queste morti, senza dover scomodare astrologi o alchimisti, una cosa è certa, questi artisti che forse più semplicemente non sono sopravvissuti a quelle fragilità che apparentano tutto il genere umano, ancora oggi ci parlano delle loro vite e lo fanno romanticamente, attraverso i testi evocativi delle loro canzoni.
(rubrica a cura di Raffaele Verna – foto dal web)

















