Re Artù e Merlino sono probabilmente tra i personaggi più iconici della mitologia medievale, parecchi studiosi si sono chiesti se le notizie fiabesche dei racconti provenzali che tratteggiano queste due figure possano in qualche modo trovare una corresponsione fondata tra le pagine della storiografia ufficiale.
La prima menzione di questi due personaggi risale al 1135 nel libro intitolato “Storia dei re di Britannia” scritto dal vescovo gallese Goffredo di Monmouth. Nel libro si narra di come il re Uther dopo aver conquistato la Scozia invita tutti i nobili del regno alla celebrazione della sua incoronazione, fra questi c’era il duca Gorlois di Cornovaglia accompagnato dalla moglie Igerna. Folgorato da Igerna Uther se ne innamora follemente costringendo il duca ad abbandonare la festa nottetempo. Gorlois rinchiude la moglie nella inespugnabile roccaforte di Tintagel per evitare ogni tentativo di rapimento. La notizia addolora profondamente il re che per soddisfare la sua smania sessuale ricorre a Merlino, che grazie alle sue potenti arti magiche cambia le sembianze del sovrano, facendolo assomigliare a Gorlois e a unirsi con l’ignara regina.
Quella notte viene concepito un figlio che chiameranno Artù, visto che nel frattempo Gorlois assediato muore in battaglia e più niente vieta Uther di impalmare Igerna e farne la sua regina.
La storia narrata da Goffredo non prosegue oltre, ma la saga si arricchì solo successivamente di dettagli grazie all’opera di Thomas Malroy scritta nel 1485 e intitolata “La morte di re Artù”. Gli studi riguardanti l’autore rivelarono, tra lo stupore generale, che Malroy fosse un saccheggiatore di monasteri e un ladro di bestiame e che malgrado ciò scrisse il suo capolavoro nella prigione di Negate, dove venne sepolto.
Ma allora cosa sappiamo in definitiva del leggendario re Artù? Proviamo a vedere. Per prima cosa non fu un re ma un condottiero e un generale e visse in un periodo storico precedente, infatti nacque intorno al 470 d.C. nel momento in cui i romani stavano abbandonando definitivamente la Britannia. Il suo nome era Artorius e fu proprio per merito suo se i Britanni, di stirpe celtica, riuscirono dopo una serie di battaglie epiche, conclusesi con la vittoria di Monte Badon, attorno al 518 d.C. a scacciare i Sassoni.
Quello che sappiamo dalle fonti ufficiali è che Artù fu ucciso dal nipote Mordred e non dai Sassoni e la fantasia popolare ha poi dato corpo alla leggenda secondo la quale il celebre condottiero non era veramente morto, ma semplicemente dormiva in una grotta, pronto a ridestarsi non appena il suo popolo avesse nuovamente avuto bisogno di lui.
E Merlino allora chi era veramente? Secondo la professoressa americana Norma Lorre Goodrich il nome Merlino era un titolo, visto che il merlino è un uccello rapace simile al falco e altri non era che il vescovo Dubricio, quello stesso, che secondo alcuni, aveva incoronato Artù re di Britannia. Ma c’è di più, al potente mago viene spesso associata, nelle saghe che lo vedono come protagonista, la figura di Myrddin, che era “un uomo selvatico dei boschi”, un poeta impazzito, che amava vivere in luoghi sperduti, dotato di poteri magici spiccati.
Dopo questa carrellata di informazioni storiche, forse potremmo avanzare l’ipotesi che questi due eroi appartengano al mondo della realtà e non a una delle tante fiabe che si raccontano ai bambini prima di scivolare dolcemente tra le braccia di Morfeo.
E allora che dire, vi auguro di perdervi tra gli ampi corridoi dell’immaginazione, immergendovi in sogni di condottieri, re, bardi e menestrelli e di essere sempre pronti a rispondere al richiamo della fantasia, la più dolce delle illusioni tra le cui braccia possiamo avere sempre la fortuna di cadere.
(di Raffaele Verna – immagine dal web)

















