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Home » Storia di Giuseppe Palmisano, il giovane “Trullaro” con gli occhi pieni di gioia

Storia di Giuseppe Palmisano, il giovane “Trullaro” con gli occhi pieni di gioia

È un piacere osservarlo mentre assembla ed incastra i diversi blocchi in pietra con l’utilizzo dei vari attrezzi da lavoro senza mai usare alcun tipo di legante chimico

La Redazione by La Redazione
10 Dicembre 2025
in La Rubrica di Alina#Bellezze di Puglia
Storia di Giuseppe Palmisano, il giovane “Trullaro” con gli occhi pieni di gioia
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di Alina Liccione

Tra i mestieri più antichi, che storicamente si tramandano di generazione in generazione, spicca senza dubbio quello del Trullaro, per molti considerato in via di estinzione.

Questo lavoro, fatto di grande cura per i dettagli e spiccata abilità manuale, consente di preservare ed esaltare la bellezza inconfondibile di un patrimonio unico di rara bellezza, quello dei Trulli dislocati in modo particolare nella meravigliosa Valle D’Itria.

Storicamente, queste caratteristiche costruzioni a forma conica, con pinnacoli posti alla sommità di ogni singolo cono, realizzate in pietra a secco, venivano edificate come ricoveri temporanei o abitazioni permanenti per gli agricoltori.

Super fotografati, i trulli sono un set cinematografico a cielo aperto, che da sempre conquista grandi e piccini nonché numerosissimi turisti provenienti da ogni parte del mondo: nel dicembre del 1996 sono stati dichiarati Patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco.

Il mestiere antico  del maestro Trullaro è certamente faticoso, impegnativo ma allo stesso tempo ricco di tante gioie e belle soddisfazioni proprio come quelle che prova il giovane Giuseppe Palmisano a compimento di ogni singolo lavoro, portato a termine con tenacia, ma soprattutto entusiasmo.

Originario di Locorotondo sin da piccolo si è appassionato a questo lavoro, seguiva curioso  suo nonno paterno  Giuseppe e in seguito in maniera certamente più costante suo padre Domenico per gli amici Mimmo.

Entrambi gli hanno insegnato le varie tecniche ma soprattutto ad agire con pazienza perché quello del Trullaro è un mestiere considerato un patrimonio immateriale da preservare, richiede forza nelle mani, ingegno, ma prima di tutto amore e dedizione, un percorso fatto di varie fasi da portare avanti nel rispetto delle tradizioni.

Queste ultime rappresentano un bene culturale da tutelare ed esaltare anche mantenendo vive e splendide le costruzioni millenarie uniche al mondo, protagoniste assieme al vivace Giuseppe dell’articolo che state leggendo .

I trulli rappresentano esempi di bioedilizia ante litteram, edificati a secco garantiscono un certo confort termico naturale.

Giuseppe ogni giorno, mentre è a lavoro, li osserva con occhi gioiosi e pieni di luce, orgoglioso di far parte di una famiglia che da tantissimi anni si occupa della cura di questi magnifici gioielli architettonici. Egli mette in evidenza sicuramente la fatica del suo lavoro svolto totalmente all’aperto sotto il sole caldo dell’estate o nelle fredde giornate invernali, ma ne parla sorridente perché è felice di essere un brillante Trullaro, ha sempre sentito di voler svolgere il suo lavoro, nel tempo ne ha compreso meglio i segreti, ne ha affinato le tecniche, tant’è che, oggi, lui stesso seleziona taglia e posiziona le pietre e le chiancarelle a secco con estrema precisione, creando degli intrecci strabilianti e soprattutto stabili.

È un piacere osservarlo mentre assembla ed incastra i diversi blocchi in pietra con l’utilizzo dei vari attrezzi da lavoro senza mai usare alcun tipo di legante chimico, sembra “il dottore dei trulli”.

A fine di ogni  lavoro si confronta con suo padre, al quale è molto legato. Definisce, infatti, la famiglia il fulcro della sua esistenza e racconta come il suo profondo attaccamento alle radici, alla terra dove è nato, lo ha spinto ad appassionarsi ancora di più ad un mestiere come quello che svolge ormai da svariati anni.

Parla con affetto dei suoi pochi colleghi presenti sul territorio e spera che tra i giovani di oggi ce ne siano alcuni che scelgano di intraprendere il suo percorso professionale. Cerca di sensibilizzare tanto  le nuove generazioni soprattutto attraverso i suoi canali social denominati Palmisart, è molto seguito, posta foto stupende e video descrivendo con entusiasmo tanti prima e dopo, inerenti ai vari lavori di ripristino e restauro portati a termine.

Giuseppe Palmisano ha ricevuto diversi riconoscimenti importanti, tra questi nel 2023 il Premio Internazionale Manibus.

La sua è una storia che mia ha colpito molto positivamente, intrisa di rispetto per il territorio, di amore per la sua famiglia, di passione e di autenticità che riversa in ogni cosa seppur circondato da un mondo che corre veloce fatto di apparenza, di stereotipi spesso imposti nei quali lui non si ritrova. Giuseppe vive di valori e di quella bellezza sconfinata, preziosa che ogni giorno la natura riesce a trasferirgli con i suoi doni, i suoi continui mutamenti scanditi dal  susseguirsi di albe e tramonti suggestivi, che fanno da cornice alle sue braccia laboriose e vigorose

Tags: alberobellotrulli
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