Grandi occhioni luminosi e sorriso travolgente, così mi ha accolta entusiasta nel suo laboratorio a Bitonto, lì in quello spazio accogliente e colorato dove tutto prende forma, dalla scelta dei tessuti alla cura dei dettagli sino al capo finito, mi ha incontrata raccontandosi.
Sto parlando di Daiana Fallacara giovane artigiana della moda originaria della città dell’olio, vincitrice del Premio “Il Ditale D’Oro” categoria moda femminile.
Il concorso dedicato ai giovani talenti dell’alta sartoria (maschile e femminile) è giunto alla quarta edizione ed è organizzato dall’Associazione Confraternita dei Sartori 1351 a Napoli.
Da sempre innamorata della cravatta come accessorio iconico e versatile, Daiana ha ricevuto l’importante riconoscimento grazie alla sua bellissima creazione chiamata “Abla“. Per realizzarla ci sono voluti ben 4 mesi di lavoro assiduo e più di 300 cravatte vintage pregiate, ritrovate grazie ad un attento e lungo lavoro di ricerca, tutte accostate l’una all’altra con cura, preservandone l’anima, riservando tanta importanza alle rifiniture, queste ultime, infatti, sono sicuramente il tratto distintivo della vera moda sartoriale.

Ogni cravatta racconta una storia, un ruolo, tutte assieme diventano struttura, visione, consapevolezza da indossare.
La sorprendente opera creata da Daiana è costituita da due pezzi, rispettivamente un bustino ed una gonna lunga effetto sirena, con uno strascico dal tocco decisamente glamour.
Caratterizzata da cuciture fatte rigorosamente a mano, accostamenti cromatici studiati e profonda passione per un mestiere antico che le sta donando felicità e tante soddisfazioni.
La talentosa fashion designer bitontina ha 27 anni, specializzata nella realizzazione di capi su misura, vede nella moda una forma d’arte potente che aiuta ciascuno di noi ad essere davvero sè stesso/a attraverso ogni singolo capo che sceglie di indossare.
Adora unire creatività e artigianato per valorizzare ogni persona, aggiungendo dettagli autentici e ricercati.

I primi abiti li ha realizzati per sé stessa, partecipava a concorsi di bellezza con l’obiettivo di diventare modella, ogni capo che indossava durante le varie serate spettacolo era eseguito da lei e riscuoteva puntualmente successo.
Fu sua sorella Angela a spronarla, suggerendole di provare a realizzare altri abiti, data la sua forte predisposizione verso la moda, e a mettersi dunque in gioco davvero, dando sfogo alla sua vivace creatività.
I primi due abiti, non dedicati a lei stessa, li realizzò infatti proprio per sua sorella, ben due in occasione del suo matrimonio, un giorno indimenticabile vissuto tra bellezza e tante emozioni condivise.
Dopo quella giornata indimenticabile, Daiana capì che doveva continuare a creare, specializzandosi e facendo pratica seriamente, applicandosi ogni giorno anche secondo un piano di studi ben preciso.
Lavora e studia tuttora, dopo aver frequentato l’Istituto professionale Santarella-De Lilla con sede a Bitetto, si è laureata presso l’Accademia di Belle Arti di Bari corso triennale di fashion design, e attualmente sta completando il percorso magistrale di fashion design.
Quando le ho chiesto se esiste una persona in particolare a cui deve dire grazie mi ha riposto così: “Sì, la mia famiglia sicuramente per esserci sempre, il mio compagno e futuro marito, e poi lui , Leonardo Cariello detto Ramon, maestro sarto di grande abilità, mi ha insegnato davvero a tenere in mano l’ago e il filo con pazienza per dare forma all’autentico capo fatto a mano, mettendo a punto le rifiniture di ogni singola creazione in modo preciso, garantendone l’alta qualità, la raffinatezza e la durata“. Il maestro ha creduto da subito nelle capacità di Daiana, colpito dalla sua grande forza di volontà nonché dal suo irrefrenabile desiderio di apprendere tecniche e segreti di un lavoro che le consente di dare voce a quella sua anima di bambina insicura e fragile, che, piano piano, si sta rafforzando negli anni anche attraverso tutto quello a cui riesce a dare dimensione, colore e vita, mettendoci sempre cuore e mani laboriose.
Del suo abito “Abla” dice: “Non è solo sartoria, è trasformazione pura. È il racconto di chi non ha paura di indossare la propria forza“.
Una ragazza tenace alla quale auguriamo ancora tanti altri successi ed un futuro brillante, felice di averla incontrata e conosciuta.
















