Oggi, vi parlo di Claudio Scamarcia, un giovane e simpatico artigiano, nato in Turchia e residente ad Adelfia, in provincia di Bari.
Dopo il diploma come perito elettrotecnico, si iscrive alla facoltà di Ingegneria, ma si rende conto presto che gli studi non rientravano propriamente nelle sue corde… Sceglie, dunque, di cominciare ad esercitare la professione del fabbro, lavorando il ferro in un’impresa di famiglia assieme ai suoi due fratelli, a guidarli il loro padre Giovanni, deceduto nel 2020.
Trovo sempre molto degni di lode i ragazzi che si appassionano a mestieri antichi e, a tratti, faticosi, quasi in via di estinzione, come quello del fabbro.
A causa di un periodo difficile e delicato, causato da una serie di vicissitudini inaspettate, e che coinvolse inevitabilmente l’andamento economico dell’azienda familiare, Claudio iniziò a pensare a possibili nuovi sbocchi, che gli potessero fornire reddito.
Provò a cimentarsi nella creazione di piccole bomboniere e arredi artigianali in metallo, soprattutto in ferro, giungendo così al 2017, anno in cui si appassionò alla stampa 3D, evento che si verificò del tutto casualmente.

Il brillante artigiano non definisce questa tecnica moderna una “rivoluzione”, bensì una “evoluzione” del mestiere che ha sempre svolto. Stampanti e saldatrici, infatti, convivono nello stesso ambiente perché il suo essere amante del lavoro manuale rimane sempre al centro del suo universo.
Ha scoperto questo modo innovativo di produrre, spinto dalla ricerca di una chiave di svolta e dalla sua innata curiosità, decidendo di acquistare una prima stampante dal costo accessibile adeguato alle sue possibilità, per poi capire, di giorno in giorno, che quella macchina poteva diventare anch’essa un attrezzo della sua bottega iniziale.

Usando la stampa FDM, ha cominciato a dare forma ad accessori, oggetti d’arredo di piccole, medie e grandi dimensioni. Si tratta di forme e soggetti decisamente originali, coloratissimi, molti dei quali divertenti.

Un modo diretto e pop per raccontare un design dalla personalità marcata, che rispetti l’ambiente, perché sin da subito Claudio ha scelto di lavorare un materiale sostenibile, biodegradabile: il PLA.
Si tratta di una bio plastica compostabile ottenuta dalla fermentazione degli zuccheri derivanti dal mais piuttosto che dalla canna da zucchero.
I primi oggetti creati da Claudio hanno suscitato sin da subito molta curiosità, tanto da riscuotere un grande successo, giungendo sino ai nostri giorni confermandosi richiesti e apprezzati da parte di giovani e adulti.

Una scelta apprezzabile e ammirevole la sua, fatta di resilienza, di consapevolezza che ci dimostra quanto nella vita sia importante osare con coraggio lasciandosi trasportare da quello che realmente si sente di fare, dando spazio al proprio mondo interiore nonché ai propri desideri.

















