Non è mai semplice descrivere il labirinto visivo che caratterizza il genio di un artista.
Sicuramente la ricerca artistica di Gaetano Fracassio mi ha conquistata, è delicata e intensa allo stesso tempo, la sua è un’arte dal sapore surreale, attraverso le sue opere ti trascina in una dimensione profonda, fatta di pensieri, ricordi, riflessioni, sogni e desideri da realizzare.
“I ricordi sono la nostra esistenza sulla terra” dice Gaetano, “sono preziosi, rappresentano noi, le nostre vite, i nostri sbagli, i nostri successi, la nostra identità”.
Si definisce un po’ lupo solitario, un onesto propugnatore di sé stesso, un viaggiatore da fermo, la sua passione per i viaggi si evince da quello che crea, la valigia ad esempio è un elemento ricorrente nelle sue opere assieme alle barche, il cavalluccio, la scala, la sedia.
Interessante e fascinoso è il suo concetto di spazio, spesso scandito da un importante e significativo utilizzo delle ombre, enfatizza infatti la riconoscibilità dell’ombra di un oggetto piuttosto che di un individuo e lo fa soprattutto attraverso una pittura caratterizzata da contrasti cromatici delicati e allo stesso tempo densi.
Crea traendo grande ispirazione dalla natura e i suoi colori infinitamente cangianti, i paesaggi che ci circondano, i loro continui mutamenti scanditi dallo scorrere inesorabile del tempo, le nuances della terra, i profumi che riconosce nei luoghi e tra la gente che si muove nei posti.

È poliedrico, un attento osservatore, crea con entusiasmo e spontaneità avvalendosi di varie tecniche spaziando dalla pittura alla scultura alla fotografia, passando per la comunicazione audiovisiva. Ha esercitato la professione di regista e autore prima di dedicarsi totalmente all’arte che oggi continuiamo ad apprezzare e ammirare.
Usa materiali diversi perché le consistenze contrastanti, i volumi cangianti accostati lo affascinano stimolandolo.
Autodidatta, sin da piccolo, Gaetano ha nutrito un grande trasporto verso il disegno, amava realizzare disegni usando matite colorate, gli piaceva dedicarli agli amici, alle sue maestre di scuola, che ne restavano sempre piacevolmente sorprese ed emozionate.
È nato a Bitonto, il 15 dicembre del 1961, la sua nascita venne registrata presso l’ufficio anagrafe il primo gennaio 1962, proprio a questo episodio della sua vita si rifà il film RAM scritto diretto e interpretato da sé medesimo. Vissuto a Milano dall’età di 3 anni, grande città nella quale i suoi genitori decisero di trasferirsi. Attualmente vive e crea a Bitonto dove è tornato a distanza di tanti anni attraverso una ricerca personale sulle sue origini .
Proprio a Milano, nel 1985, tenne la sua prima mostra, ha partecipato in seguito con successo a numerose rassegne museali presenziando nelle più importanti fiere d’arte internazionali.
Tra le mostre personali ne cito alcune:
“Un filo di colore. Gaetano Fracassio dialoga con Joan Mirò”, “Realtà manipolate” alla Galleria Catu’s (BO), “Oltre la soglia” Galleria Annotazioni d’Arte, Milano, “Legami stretti” Galleria Fabbrica EOS a Milano, “Misurazioni di tempi e Luoghi” Galleria Cavenaghi a Milano. Diverse sono le collettive di prestigio a cui negli anni ha partecipato, tra queste “Young italian painters” alla Atlantic Gallery (NY), “Confronti” presso la Galleria Le Ore di Milano.

Definisce la sua arte “un’esigenza psicofisica di sopravvivenza” , la sua produzione artistica si può suddividere in 5 periodi, ciascuno con una propria struttura e delle caratteristiche specifiche derivanti da periodi differenti vissuti ed elaborati con intensità .
1) cosmogonie;
2) ipertesti, le cui opere sono realizzate unendo scritture di testi a fotografie e pittura eseguita con colori puri;
3) stanze vuote -attese…;
4) riflessioni, dove ritroviamo l’utilizzo dei colori in purezza ma da soli;
5) memento vita, cioè quello che attualmente l’artista sta attraversando e che ci stupirà ancora molto, donandoci bellezza ed emozioni trasversali, noi siamo pronti ad accogliere con slancio e curiosità.
La sua testa è attualmente abitata da diversi progetti entusiasmanti, la sua arte emozionale nata attraversando il cinema, la televisione, la musica e la fotografia, divulgherà ancora quella bellezza di cui abbiamo bisogno perché fa bene all’anima.

L’arte e la cultura sono espressione della nostra identità, sono nobili motori di crescita sociale, personale, contribuiscono al benessere individuale.
L’arte è un linguaggio universale, unisce i popoli, le tradizioni, consente di ampliare e arricchire gli universi interiori di ciascuno di noi, esplorare emozioni, di esprimere il proprio vissuto, le esperienze, le visioni che spesso sono difficili da verbalizzare ed io ne sono innamorata da sempre…


















