Stiamo attraversando il periodo carnevalesco, ed è inevitabile pensare a questa antica forma d’arte grazie alla quale tanti maestri artigiani d’eccellenza realizzano da anni carri allegorici, personaggi di vario genere e statue caratteristiche.
Questa tecnica di lavorazione, tra le più apprezzate, si avvale dell’utilizzo di materiali poveri, tra cui la carta di giornali, nello specifico quotidiani, colla ottenuta da una miscela di farina e acqua, colori per dipingere i vari manufatti, solitamente acrilici, scelti miratamente per la loro brillantezza nonché resistenza, seguiti quasi sempre da vernici trasparenti lucide, usate come protezione per la cartapesta.
Nel caso dei carri allegorici, tanto ammirati proprio durante il Carnevale nel corso delle iconiche sfilate che hanno luogo in diverse città pugliesi – ne cito alcune come Putignano, il cui Carnevale è il più antico d’Europa, giunto quest’anno alla 632 esima edizione, Manfredonia, Massafra e Gallipoli – occorre mettere a punto un importante lavoro di squadra, costante ed equilibrato, che dura anche diversi mesi, unendo arte e ingegneria.
Passione, dedizione e segreti del mestiere contraddistinguono il processo creativo di ogni singola realizzazione, rendendola unica nel suo genere, dando infine a tutti noi la possibilità di assistere a creazioni bellissime ed originali, protagoniste di linguaggi mutevoli e di spettacoli gioiosi e coinvolgenti tipici di questo periodo dell’anno, stimolando fantasia e creatività.

Forse, non tutti sanno che, come materiale, la cartapesta si diffuse nel Salento già a partire dal Seicento con l’obiettivo di creare statue sacre per le processioni più leggere rispetto a quelle in legno o in bronzo. Tutt’oggi, in pieno centro storico, a Lecce artigiani pazienti creano con le loro abili mani statue di diverse dimensioni fortemente espressive dallo stile inconfondibile.
Tra il XVII e il XVIII secolo, lo splendido capoluogo salentino visse un periodo di vivace fermento artistico, che vide la costruzione di molte chiese nonché numerosi monumenti, in quel periodo storico i vari artisti locali, per sopperire alla mancanza di materie prime pregiate, iniziarono ad usare umili materiali tra cui la carta, grazie alla loro abilità, al loro estro, i vari soggetti creati assumevano un’estetica finale difficilmente distinguibile da quella di opere realizzate con materiali pregiati.
Una tradizione radicata che è diventata certamente emblema della struttura identitaria del nostro territorio. Esistono, infatti, in varie località della Puglia, botteghe artigiane, all’interno delle quali è possibile assistere a corsi di lavorazione della cartapesta, apprendendone le tecniche per poi metterle in pratica, tant’è che uno degli obiettivi principali è quello di preservare questa antica forma d’arte affascinante sia per bambini che adulti, valorizzando il delicato mestiere del cartapestaio, che, oltre a saper lavorare la carta, deve essere un bravo scultore per preparare i cosiddetti calchi, indispensabili per dare forma alle varie opere. Pensate al valore anche affettivo che hanno i calchi, i quali vengono tramandati di generazione in generazione, proprio come accade con gli antichi mestieri, simboli di una preziosa eredità culturale e antropologica da tutelare e valorizzare per non dimenticare mai le nostre radici.

















