Immagine

WEB PROJECT MANAGER
Alessandro Intini

lunedì, 9 Marzo, 2026
No Result
View All Result
Immagine

DIRETTORE DA BITONTO
Mario Sicolo

DaBitonto.com
  • Home
  • Cronaca
  • Politica
  • Cultura e Spettacolo
  • Sport
  • Aziende
  • Rubriche
DaBitonto.com
  • Home
  • Cronaca
  • Politica
  • Cultura e Spettacolo
  • Sport
  • Aziende
  • Rubriche
No Result
View All Result
DaBitonto.com
No Result
View All Result

Home » Dalle ferite alle feritoie: fare spazio nel dolore e farci entrare la luce

Dalle ferite alle feritoie: fare spazio nel dolore e farci entrare la luce

Non sempre il dolore è un segno di debolezza: a volte è un segnale di autenticità. È il punto in cui non riusciamo più a vivere secondo copioni che non ci appartengono.

La Redazione by La Redazione
17 Febbraio 2026
in La bottega - officina delle emozioni
Dalle ferite alle feritoie: fare spazio nel dolore e farci entrare la luce
Condividi con FacebookCondividi con WhatsappCondividi via Email

Ci sono parole che si assomigliano quasi in tutto, eppure raccontano storie diverse. Ferita e feritoia condividono le stesse lettere, ma non lo stesso destino. La ferita è uno strappo. Brucia, interrompe, destabilizza. La feritoia, invece, è un’apertura stretta nel muro: lascia entrare la luce, permette di guardare fuori, protegge senza isolare. Forse la differenza non sta in ciò che accade, ma in ciò che ne facciamo.

Il dolore non è un errore di sistema. Non è un incidente che riguarda solo alcuni. È parte dell’esperienza umana. Arriva nelle relazioni, nelle aspettative deluse, nei passaggi di vita, nelle parole non dette o dette troppo tardi. E spesso vorremmo chiuderlo in fretta, come si chiude una porta che sbatte.

Eppure, quando riusciamo a restare un po’ dentro ciò che ci fa male – senza anestetizzarlo subito, senza trasformarlo in un racconto vittimistico – qualcosa comincia a riorganizzarsi. La ferita smette di essere soltanto una frattura e diventa uno spiraglio.

R.D. Laing, psichiatra e psicoanalista scozzese tra i più originali del Novecento, scriveva che ciò che chiamiamo “crisi” può essere anche un tentativo dell’organismo di rimettere ordine in una realtà che non regge più. Non sempre il dolore è un segno di debolezza: a volte è un segnale di autenticità. È il punto in cui non riusciamo più a vivere secondo copioni che non ci appartengono.

In questa prospettiva, la sofferenza non è qualcosa da eliminare in fretta, ma un processo da comprendere. Non glorificata, non drammatizzata: compresa. Quante volte, dopo un periodo difficile, ci siamo scoperti più veri? Quante volte una delusione ci ha costretti a rivedere le nostre priorità? Quante volte una caduta ci ha resi meno severi verso gli altri?

Non è il dolore in sé a trasformarci. È la possibilità di ascoltarlo. Se lo ignoriamo, la ferita si indurisce e diventa muro. Se la attraversiamo con consapevolezza, può diventare feritoia: un’apertura da cui entra aria nuova. E qui entra in gioco una parola che forse abbiamo sottovalutato: leggerezza.

Max Gazzè questa leggerezza ce la racconta in una ballata dal titolo: “La Vita Com’è”. Parla di un amore finito, di una tristezza da cui è molto difficile talvolta uscire eppure lo fa con un ritmo leggero, parole fresche e potenti insieme, appunto con leggerezza. Non è una resa. È un modo diverso di stare dentro ciò che accade. Accettare la vita “com’è” significa non aggiungere sofferenza alla sofferenza. Significa smettere di pretendere una perfezione irrealistica e concedersi il diritto di vivere anche le imperfezioni.

Nel brano c’è un invito sottile a non irrigidirsi, a non prendersi troppo sul serio, a lasciare che la quotidianità scorra senza trasformarla sempre in un dramma esistenziale. È un inno alla normalità abitata con ironia. E forse proprio questa ironia è la luce che filtra dalla feritoia.

La trasformazione, allora, non è spettacolare. È discreta. Somiglia più a un cambio di sguardo che a una rivoluzione.

 

Un piccolo esercizio di arteterapia: dalla crepa alla luce

Propongo un lavoro semplice, da fare a casa in un momento di tranquillità.

Occorrente:

Un foglio bianco (meglio se abbastanza spesso)

Una penna nera o una matita

Colori a piacere

Una piccola fonte di luce (lampada o candela)

Passaggi:

Disegna sul foglio una linea irregolare, come una crepa. Non cercare di farla “bella”: lascia che sia spontanea. Scrivi lungo quella linea una parola che rappresenta una tua fatica attuale (paura, attesa, incertezza, rabbia…).

Ora fermati e chiediti: Se questa crepa fosse una feritoia, cosa potrebbe entrare da qui? Una qualità? Un cambiamento? Un incontro?

Dall’altra parte della linea, inizia a colorare uno spazio luminoso. Non deve essere realistico: può essere solo un colore che per te significa apertura.

Avvicina infine il foglio a una fonte di luce e osserva come la carta filtra la luminosità.

Non stiamo cancellando la ferita.

Stiamo provando a trasformarla in apertura.

Le nostre vite non sono muri perfetti. Sono superfici attraversate da segni, da cicatrici, da fessure. Ma forse proprio da lì entra la luce che può orientare altri cammini.

E allora sì, la vita è “com’è”. Con le sue crepe. Con le sue possibilità. Sta a noi decidere se restare dentro la ferita o provare a farne una feritoia.

Buona feritoia a tutte e tutti!

 

(Rubrica a cura della dott.ssa Maria Concetta Rossiello – immagine : Lucio Fontana – Concetti spaziali, Attese)

 

Articolo Precedente

A Palombaio, l’ultimo saluto a Gianvito Carelli, morto nei giorni scorsi per incidente stradale

Prossimo Articolo

Viaggi letterari per adulti per “giocare con i libri”. Si parte sulle tracce di Alice

Related Posts

Stanchi. O solo lontani da noi(?)
La bottega - officina delle emozioni

Stanchi. O solo lontani da noi(?)

3 Marzo 2026
Oltre il merito. Il diritto silenzioso di esistere
La bottega - officina delle emozioni

Oltre il merito. Il diritto silenzioso di esistere

3 Febbraio 2026
“L’arte di sentire”  (perché “non è necessario sempre capire”)
La bottega - officina delle emozioni

“L’arte di sentire” (perché “non è necessario sempre capire”)

20 Gennaio 2026
Epifania degli inizi. Perché i buoni propositi non funzionano (e cosa fare davvero)
La bottega - officina delle emozioni

Epifania degli inizi. Perché i buoni propositi non funzionano (e cosa fare davvero)

6 Gennaio 2026
Natale: la forza che abita la resa
La bottega - officina delle emozioni

Natale: la forza che abita la resa

23 Dicembre 2025
Come il nostro corpo ci racconta chi siamo
La bottega - officina delle emozioni

Come il nostro corpo ci racconta chi siamo

9 Dicembre 2025
Prossimo Articolo
Locandina Viaggi Letterari 26-02

Viaggi letterari per adulti per "giocare con i libri". Si parte sulle tracce di Alice

Notizie dall'Area Metropolitana

rene
Comunicato Stampa

Al di Venere, test, misurazioni e visite gratuite per la Giornata Mondiale del Rene

by La Redazione
6 Marzo 2026

Test di screening, misurazioni della pressione arteriosa e valutazione dei potenziali fattori di rischio: sono le prestazioni che verranno messe...

Leggi l'articoloDetails
Modugno strade in quiete

Si presenta a Modugno “Strade Inquiete”, libro di Marino Pagano e Angelo Palmieri

4 Marzo 2026
xylella

Xylella. Confagricoltura Bari-BAT: “Dopo due anni di interventi costanti, nessuna espansione”

1 Marzo 2026
Bandiere del gusto

Oggi a Bari le Bandiere del Gusto

26 Febbraio 2026
Gal De Gemmis

Gal Nuovo Fior d’Olivi e Istituto De Gemmis insieme per guardare al futuro dell’agricoltura

24 Febbraio 2026

Rubriche

Let it bleed dei Rolling Stones, requiem di un’utopia
50/60 anni e non sentirli?

Let it bleed dei Rolling Stones, requiem di un’utopia

by La Redazione
8 Marzo 2026

a cura di Gigi Antonucci Pubblicato nel dicembre del 1969, Let It Bleed non è solo l’apice creativo dei Rolling...

Bitonto, capitale del “te l’avevo detto”: cultura spenta e rancori su

Bitonto, capitale del “te l’avevo detto”: cultura spenta e rancori su

8 Marzo 2026
DaBitonto.com

Privacy Policy Cookie Policy

Follow Us

  • Il Progetto
  • Redazione
  • La tua pubblicità
  • Contatta la redazione

© 2024 daBITONTO / Gruppo Intini srl - P.IVA 07183780720 Testata giornalistica – Reg. stampa n.684/2013 Tribunale di Bari
powered by Comma3

No Result
View All Result
  • Home
  • Cronaca
  • Politica
  • Cultura e Spettacolo
  • Sport
  • Aziende
  • Rubriche

© 2024 daBITONTO / Gruppo Intini srl - P.IVA 07183780720 Testata giornalistica – Reg. stampa n.684/2013 Tribunale di Bari
powered by Comma3