«Non sono un eroe, ho fatto quello che qualsiasi papà avrebbe fatto per suo figlio».
Francesco questo l’ha ripetuto più volte, con la semplicità disarmante di chi non cerca riflettori.
E probabilmente è vero: quando si tratta di un figlio, si spostano montagne. Si dona tutto. Perfino la vita stessa.
Per questo la nostra rubrica nomina come quinti Bitontini dell’Anno proprio Francesco e il piccolo Giovanni, due vite legate da un gesto d’amore assoluto.
Tutto è iniziato circa sette mesi fa, dopo dei controlli di routine.
A Giovanni, 12 anni, viene diagnosticata una insufficienza renale al quinto stadio. Da lì, il mondo cambia all’improvviso: il ricovero urgente, l’ipotesi della dialisi, l’attesa di una compatibilità per il trapianto. Giorni sospesi, che solo chi è genitore può davvero comprendere.
Ed è in quel momento che interviene un amico di famiglia, il dottor Michele Muschitiello, nefrologo in pensione, che consiglia al papà: «Candidati per donare il tuo rene».
Francesco lo fa senza un attimo di esitazione.
Gli esami condotti dagli specialisti del Giovanni XXIII e del centro trapianti del Policlinico di Bari raccontano la parte più luminosa della storia: la compatibilità è altissima.
È tutto pronto.
L’équipe delle dottoresse Vincenza Carbone e Diletta Torres, del reparto di Nefrologia Pediatrica, prende in carico Giovanni con grande professionalità e umanità. L’intervento riesce. Il decorso è positivo.
«Il ricovero è trascorso tra l’affetto di tutto il personale. Per quanto doloroso il momento, sono stati tutti gentilissimi e pieni di umanità», racconta la mamma.
E aggiungono i genitori: «L’essenziale è che siamo tornati tutti a casa. Ora ci saranno controlli e attenzioni, ma nulla è più bello di vedere nostro figlio felice».
C’è anche una piccola nota di dolcezza in questa vicenda: proprio durante i giorni del ricovero, la famiglia ha trovato una cagnolina randagia, malandata e bisognosa di cure. L’hanno accolta in casa, come si fa quando il cuore è già pieno di gratitudine e voglia di donare.
Giovanni dovrà aspettare ancora un po’ per tornare a scuola: per ora si spera nella “vecchia”, ma in questo caso preziosa, didattica a distanza.
Noi lo aspettiamo, insieme al suo papà, alla premiazione del 26 maggio 2026, durante la Giornata del Gonfalone, quando Bitonto celebrerà il coraggio, l’amore e la forza silenziosa che muovono la nostra comunità.
E ricordiamo a tutti i cittadini: la rubrica continua.
Chiunque voglia segnalare un concittadino meritevole può farlo contattando la redazione.
Perché le belle storie esistono, basta metterle in luce.
E sono proprio loro a tenere insieme una città.

















