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Diabete e sport, un binomio in costante crescita

I. Demarinis - N. Modugno - G. Natilla by I. Demarinis - N. Modugno - G. Natilla
30 Ottobre 2014
in FIUC - Fitness In Un Click, Rubriche
Diabete e sport, un binomio in costante crescita
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Il diabete è una malattia molto diffusa, definita spesso sociale poiché colpisce una quantità sempre maggiore digiovani.

Fino a non molti anni addietro, i medici proibivano tassativamente ai ragazzi affetti da diabete ogni tipo di sport, con gravi ripercussioni specialmente psicologiche.

Recenti studi, invece, hanno dimostrato con certezza che il diabetico, se ben compensato, è capace di prestazioni fisiche del tutto identiche, se non superiori, a quelle dei coetanei; inoltre può svolgere qualsiasi attività fisica, ancheagonistica.

L’attività fisica regolare è un’importante fattore nel migliorare la performance cardio-respiratoria, capillarizzazione muscolare e ossigenazione tissutale. Quindi proibire lo sport alle persone dialettiche, può essere un errore non trascurabile.

Il diabete mellito è una condizione cronica che si presenta quando il pancreas smette completamente o parzialmente di produrre insulina – un ormone che consente alle cellule del corpo di assimilare il nutrimento (glucosio) dal sangue – o quando quella prodotta non è efficace all’interno dell’organismo. In questo caso le cellule non ricevono i nutrienti necessari alla loro sopravvivenza. Un deficit insulinico porta ad un innalzamento dei livelli di zuccheri nel sangue (iperglicemia). A lungo termine questa condizione provoca gravi danni ai tessuti e agli organi causando complicanze anche gravi che potrebbero portare a disabilità e persino alla morte.

Il diabetico deve, quindi, ricevere l’insulina dall’esterno, mediante iniezioni in quantità proporzionale alle necessità individuali ed al suo consumo calorico giornaliero. Ma basta variare la quantità di cibo introdotto, oppure aumentare o ridurre il consumo di glucosio da parte dei muscoli compiendo una maggiore o minore attività fisica, perché l’equilibrio venga rotto e si abbia un’ipo o una iperglicemia. La pratica sportiva richiede, quindi, alcune misure precauzionali.

Per prima cosa sarebbe bene programmare l’attività fisica sia nella durata che nella intensità. E’ necessario che il diabetico accerti, con l’uso delle apposite strisce reattive, l’esistenza di un buon stato di compenso un’ora prima dell’esercizio fisico.

A tal proposito si possono configurare tre opzioni principali.

Glicemia inferiore a 100 mg %

L’insulina iniettata è in buon equilibrio. Tuttavia la minima attività muscolare in queste condizioni rischia di scatenare una condizione di ipoglicemia con la comparsa dei tipici segni di sofferenza cerebrale, stanchezza estrema e incoordinazione dei movimenti.

Glicemia superiore a 300 mg %

L’insulina iniettata è inferiore a quella richiesta per ridurre il livello di glicemia, Un pasto abbondante può aver aumentato il fabbisogno di insulina. L’iperglicemia indica che una certa quota di glucosio non può essere utilizzata. Compiere un’attività in queste condizioni può essere pericoloso; infatti la mancanza dell’insulina non permette al glucosio di penetrare nelle cellule e, quindi, viene a mancare il carburante per l’attività muscolare.

Glicemia è compresa tra 110 – 200 mg %

Si tratta di una situazione più o meno soddisfacente che consente l’attuazione dell’attività fisica, pur con qualche attenzione per evitare l’insorgenza dell’ipoglicemia.

Infatti per l’effetto dell’esercizio muscolare, anziché avere una diminuzione dell’insulina circolante, può verificarsi un aumento della stessa a causa di un suo più rapido assorbimento dai tessuti. A questo punto è consigliabile avere con se sempre una piccola scorta di materiale energetico.

Ma allora quale attività sportiva scegliere?

Ognuno, anche in caso di diabete giovanile, può praticare lo sport che più ama e per il quale è fisicamente più idoneo, specie se già praticato prima di divenire diabetico.

Non tutti gli sport sono, però, uguali sul piano metabolico e diversi sono anche i vantaggi che i diabetici possono trarne. Solitamente si distingue tra sport aerobici e anaerobici. Gli sport più adatti al diabete giovanile sono quelliaerobici, specie se effettuati a media intensità in modo da “allenare” ma non affaticare il cuore.

Tra gli sport aerobici ci sono: jogging, corsa lenta, nuoto (lento), ciclismo (lento, in piano), aerobica e pattinaggio.

Benché i diabetologi raccomandino gli sport aerobici, si possono praticare con successo anche, gli sport di squadra(calcio, basket, pallavolo etc.) che sono aerobici-anaerobici alternati.

Sono caldamente sconsigliate solo alcune attività che sono incompatibili con il diabete perché in sé già pericolosio perché un’ipoglicemia potrebbe produrre gravi conseguenze. Tra questi ci sono: gli sport di contatto (lotta libera, arti marziali nella versione da combattimento), gli sport motoristici (automobilismo, motociclismo) e gli sport che si svolgono in ambiente pericoloso (paracadutismo).

In conclusione l’attività fisica regolare e costante è un ottimo metodo sia per prevenire gli effetti secondari della patologia, sia per educare i giovani diabetici a tenere sempre sotto controllo il funzionamento pancreatico. In tal modo si evita che il diabete vada a costituire un handicap di valore sociale e psicologico.

Tags: diabete,sport,attività,fisica,insulina,glicemia,aerobico,anaerobico,patologia,prevenzione,handicap,sociale
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