Rubrica a cura dei dottori Giuseppe Larovere e Simone D’Aniello, titolari dello Studio Dentistico L.D. dental
Una delle domande più frequenti che riceviamo in studio dai pazienti con un dente da estrarre in area estetica o con dentatura terminale, quindi candidati a terapia implantare è: “Dottore, dovrò restare senza denti durante il periodo di guarigione degli impianti?”. Fino a qualche anno fa, la risposta era spesso un timido “sì”. Oggi, grazie alla procedura del carico immediato, quando effettivamente percorribile, la prospettiva è radicalmente cambiata, e non è più necessario un certo periodo di attesa dopo l’inserimento di un impianto dentale.
Ma che cos’è il Carico Immediato?
Tradizionalmente, dopo l’inserimento di un impianto, era necessario attendere dai 3 ai 6 mesi per l’integrazione dello stesso con l’osso, costringendo il paziente delle volte a restare senza dente, altre a convivere con denti provvisori sostanzialmente attaccati in maniera temporanea a quelli adiacenti, col il timore che potessero staccarsi da un momento all’altro, altre ancora con degli scomodi dentini mobili. Con il carico immediato, invece, siamo in grado di posizionare una protesi provvisoria fissata sull’impianto entro 24-48 ore dall’intervento. Questo permette al paziente di ritrovare immediatamente estetica e funzionalità, senza il disagio di protesi mobili “ballerine”.
Dente Singolo: Estetica Istantanea
Quando perdiamo un dente anteriore, l’impatto psicologico è enorme. In questo caso, se l’osso presenta una buona densità, tale da consentire una buona stabilità primaria dell’impianto, possiamo inserire l’impianto e una corona provvisoria fissa nella stessa seduta.
La corona viene modellata in modo da non toccare i denti antagonisti durante la masticazione, proteggendo l’impianto durante la fase di guarigione da carichi importanti.
Arcata Completa: La Tecnica “All-on-4/6”
Per chi ha perso tutti i denti o ha una dentatura gravemente compromessa, il carico immediato su intera arcata è una vera svolta. Utilizzando 4 o 6 impianti posizionati strategicamente, fissiamo su questi una protesi completa, chiamata Toronto Bridge.
Vantaggi: Si evita il ricorso a tecniche complesse di ricostruzione ossea.
Risultato: Il paziente entra in clinica con i denti compromessi ed esce il giorno dopo con un sorriso fisso e funzionale.
Come già accennato in precedenza, non tutti i pazienti sono candidati ideali: la qualità dell’osso e l’assenza di parafunzioni come bruxismo o digrignamento sono requisiti fondamentali, ma altrettanto importante è la tecnica chirurgica. Tuttavia, per molti, questo approccio rappresenta la fine di un incubo estetico e l’inizio di una nuova vita sociale. Se state pensando di riabilitare il vostro sorriso, parlatene con il vostro dentista di fiducia: la velocità, oggi, non è più detto che comprometta la sicurezza.
















