Dalla consultazione di tre interessantissime e pregiate pubblicazioni: Piero Meloni, Nuovi apporti alla storia della Sardegna romana dalle iscrizioni latine rinvenute nell’isola fra il 1975 e il 1990; L’Africa romana, Atti del IX convegno di studio Nuoro, 13-15 dicembre 1991 a cura di Attilio Mastino; Epigrafia e territorio Politica e società Temi di antichità romane V Serie a cura di Mario Pani, EDIPUGLIA Bari 1999, apprendiamo che in Sardegna, ad Alghero, nella località di Porto Ferro (forse l’antica Nure) è attestata una sodalità, quella dei Sodales Buduntini.

In questo luogo, gran parte della popolazione apparteneva ad una classe sociale inferiore, con una forte percentuale di schiavi e di liberti, riuniti in vere e proprie associazioni, come nel caso dei “Sodales Buduntini“, originari di Butuntum (Bitonto) in Apulia.
In Sardegna è attestato l’arrivo nell’isola di questi elementi italici grazie al rinvenimento di un’antica epigrafe, rinvenuta precisamente nella zona del lago Baratz (Porto Ferro), pubblicata da F. Porrà: Una nuova associazione nella Sardegna romana.
I ‘sodales Buduntin(enses)’, in «Annali Fac. Magistero Cagliari», VII, 1983, la quale riporta scolpito: “Sodales / Buduntini / Fecerunt”. Si tratta, evidentemente, di un titolo di opera pubblica posto da un collegio di “sodales di Butuntum”, ma l’oggetto di “fecerunt” è tutt’oggi ignoto.
Il collegio era, probabilmente, legato al culto di qualche divinità o dei defunti e rivela che un gruppo di cittadini provenienti da Bitonto, dall’Apulia, era venuto a stabilirsi in Sardegna ove si trovava nella seconda metà del I secolo a.C., come sembra potersi dedurre dalla datazione dell’iscrizione in base al ductus.
Molto probabilmente, come per un’altra iscrizione, rinvenuta in Sardegna a Falerii Novi, oggi S. Maria di Falleri, dalla quale apprendiamo che una comunità di cittadini di Falerii Veteres (Civita Castellana in provincia di Viterbo), stabilitosi in Sardegna, poneva una dedica a Giove, Giunone e Minerva dopo il 130 a.C., forse anche i nostri bitontini “feceunt” un ara votiva o un piccolo tempio legato al culto di qualche divinità o dei propri defunti.

















