Vetusta struttura produttiva, situata in agro bitontino, ubicata su di un’antica viabilità rurale che congiungeva il nostro centro cittadino alla vicina città di Modugno, in contrada “Petrarola”, è databile presumibilmente intorno al XVII secolo.
Immersa tra i nodosi ulivi penduli, un tempo circondata da un esteso vigneto, oggi non più esistente, presenta un paramento murario costituito da grandi conci sbozzati a martelletto e posti in opera a corsi regolari, unitamente a blocchi di tufo carparo.
Caratterizzata da un grande ambiente trulliforme, con pianta quadrangolare, presenta un grande varco, dotato di nicchia quadrangolare sovrastante, un tempo probabilmente affrescata con soggetto sacro, ed un piccolo ingresso arcuato posizionato sul retro.



Questo ambiente adibito ad alloggio provvisorio per il contadino e stalla per il ricovero del bestiame, solo durante il periodo della vendemmia veniva utilizzato come deposito per il “torchio” ed altri ordigni per macinare l’uva.
Negli antichi palmenti, l’uva, una volta raccolta, veniva scaricata all’interno e pigiata.
Il mosto, attraverso appositi canaletti, scorreva in grandi vasche usate per la fermentazione e successivamente versato in grandi botti lignee. Le vinacce che contenevano ancora mosto, venivano ulteriormente pressate dal torchio fatto girare da animali o da uomini, e dopo questa ulteriore spremitura, venivano mandate alle distillerie per ottenere l’alcol.

Sul versante destro è ubicato un pozzo, indispensabile riserva idrica nel passato, di cui purtroppo oggi la relativa “vera” è stata divelta rendendo il sito, invaso da vegetazione spontanea, molto pericoloso per gli ignari visitatori.
Bisognerebbe intervenire quanto prima onde evitare qualche “probabile” brutta disgrazia.
















