Passeggiando per le viuzze della nostra amata città, sui portoni d’ingresso delle antiche abitazioni, è facile osservare strani oggetti metallici, all’apparenza “ornamentali”, dalle svariate forme, antropomorfe, vegetali, animali, ecc. Trattasi dei così detti “Battenti”, anche chiamati “Picchiotti”, “Batacchi”, “Battiporta”, “Bussatoi”, “Martelli”. Caratterizzati da un pesante elemento metallico, applicato al portone con una cerniera, venivano utilizzati per “battere” o “picchiare” sulla porta stessa, attirando in tal modo l’attenzione di chi era all’interno dell’edificio, antenato quindi degli attuali “Campanelli”, “Citofoni”, “Videocitofoni”, ecc ecc.
Di “Battenti”, variamente decorati, già in uso al tempo degli antichi Romani, se ne conservano esemplari di diversa tipologia nei musei archeologici. Si tratta di esemplari in bronzo o in ferro, alcuni antropomorfi, ma in genere sono a forma di testa di leone che tiene nella bocca un anello, oppure sono costituiti da una semplice sbarra sagomata. Nel Medioevo si ebbero picchiotti modellati in forma di figure di santi o di personaggi biblici. Nel Rinascimento furono realizzate sculture in bronzo da celebri artisti da svariate forme, delfino, angelo, figura femminile, serpente, a forma di uccello che batte sul chiodo con il becco ed altri che hanno la forma di un leone nell’atto di lanciarsi su una preda.
Purtroppo vorrei ricordare un bruttissimo episodio, ormai dimenticato da tutti, e cioè il furto degli antichi “Battenti” posti sul grande portone d’ingresso dell’antico Palazzo Gentile, attuale sede del nostro Comune.

Essi erano caratterizzati da una caratteristica testa di leone che reggeva tra i possenti denti un grande anello con battente. L’immagine del leone è universalmente associata a forza, coraggio, leadership e regalità. In alcune culture, questi battenti erano considerati talismani protettivi o maschere apotropaiche, posti a guardia dell’ingresso per allontanare gli spiriti maligni. Montati su una massiccia porta in legno, dipinta di verde, realizzati in metallo, probabilmente ghisa o ottone anticato, presentavano una patina scura e tracce di ruggine.
Presentavano un anello mobile che battuto contro una piastra, fissata alla base della testa del leone, un design classico e diffuso in tutta Italia e in Europa, in particolare nell’era vittoriana, avvisava gli abitanti di Palazzo Gentile dell’arrivo dei visitatori.
Attualmente purtroppo il possente portone di palazzo Gentile risulta dotato dei caratteristici “paracarri”, ma purtroppo privo dei suoi “Battenti “.
Che fine mai avranno fatto?
A quando la ricollocazione di “battenti” similari in sostituzione di quelli asportati?
Ridiamo il giusto decoro estetico all’antico portone d’ingresso del nostro amato Municipio

















