Questa mattina, giorno di “riposo lavorativo”, oltre alla perenne ricerca di “storia e personaggi Bitontini” presso la Biblioteca E. Rogadeo Bitonto non poteva mancare un bel sopralluogo nelle verdi campagne tra i nodosi ulivi penduli carichi di pregiati frutti. Menhir Gentile.
A meno di due chilometri da Bitonto, sulla via che da Palombaio porta a Mariotto, si apre, sulla desta, una stretta strada all’inizio della quale, sulla destra si trova il “cippo Gentile”. Caratterizzato da un grande e tozzo monolite di colore grigiastro, in parte coperto da vetusti licheni, misura in altezza m 1,30 fuori terra, ed alla base cm 70 x 35.

Anche conosciuto erroneamente con il nome di “Menhir di Palombaio”, si tratta di un antichissimo menhir, profondamente conficcato nel terreno, riutilizzato nel tempo come cippo confinario per delimitare il territorio del feudo di Mariotto, confinante con quello di Primignano. Infatti esso attualmente è situato proprio al confine tra le due adiacenti frazioni, e presenta sulla facciata rivolta verso Palombaio lo stemma araldico della nobile famiglia Gentile (leone rampante di color oro e argento su sfondo rosso).
Tale famiglia, possedeva numerosi feudi, circa 82, tra cui in Terra di Bari, quello di Bitetto, Montrone, Casamassima, Castelluccio, Deliceto, Orlem, Torricella e Mariotto, quest’ultimo acquisito in quanto imparentati con il nobile casato dei “Verità”, primi titolari del feudo. Pare che Guglielmo, nobile normanno ammesso alla corte di Roberto il Guiscardo, sia stato il capostipite di tale illustre famiglia. Di tale epoca ricordiamo i nobili Rinaldo, Gualtiero I, Goffredo e Matteo. Li ritroviamo impiegati in alte cariche anche in età aragonese ed asburgica con Tommaso al servizio di Ferdinando II d’Aragona, Domenico stimato giureconsulto ed Orazio che partecipò alla campagne di Cipro e Malta contro i Turchi, coprendosi di gloria. Con Diego raggiunsero grande rinomanza sotto il governo di Gioacchino Murat, ed è a lui che si deve la bonifica del feudo di Mariotto e l’insediamento di una colonia di bitontini che diedero vita all’omonimo villaggio.

















