C’è chi vive la danza come mestiere. E chi la sceglie ogni giorno come luogo dell’anima. Annalisa Mercurio appartiene a questa seconda categoria: la sala prove come casa, il movimento come linguaggio, la disciplina come scelta consapevole.
Bitontina, classe 1987, formazione tra Italia e Singapore, insegnante di Pilates dal 2015, Annalisa ha costruito negli anni un percorso solido e coerente, fondato su studio continuo e lavoro quotidiano Moderno e contemporaneo, tecnica Cunningham e Horton, floorwork, poi l’approccio alla heels technique, fino alla danza aerea con tessuti e hammock: non improvvisazione, ma crescita strutturata.
E dopo tanti anni di impegno, è arrivata la chiamata che non si programma.
L’audizione fatta quasi per caso. La mail ricevuta a casa. La selezione nel cast “City & Mountain” per la Cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, con coreografia firmata da Adriano Bolognino .
«Quando ho letto che ero stata presa mi sono messa a saltare e ballare da sola in casa», racconta. «Non avrei mai immaginato di far parte di qualcosa di così grande, di così magico, che avrebbe coinvolto il mondo intero».
San Siro illuminato. L’arte che si intreccia: musica, teatro, danza. Una cerimonia viva, stratificata, identitaria. «È stata un’esperienza meravigliosa. Ho amato tutto: le prove, il giorno della cerimonia, l’energia del gruppo. Ho conosciuto persone bellissime, cuori con la stessa passione».
Annalisa non si definisce una ballerina “di professione”. Ma chi conosce la fatica delle prove, le ore sottratte al tempo libero, il rigore del corpo allenato, sa che certe distinzioni contano poco. La danza per lei è «psicoterapia», è equilibrio, è radice. I maestri sono «punti di riferimento e spiriti guida».
C’è una parola che ripete più volte: gratitudine.
Per questo percorso fatto in silenzio, per la possibilità di danzare accanto a professionisti affermati, per aver portato in scena una coreografia intensa davanti al mondo.
Oggi Annalisa continua a studiare e insegnare, con la stessa sobrietà con cui racconta quell’esperienza.
Per questo la nostra rubrica la nomina Bitontina dell’Anno.
Perché la bellezza non è solo talento. È disciplina, coerenza, dedizione nel tempo. È restare fedeli a ciò che si ama, anche quando nessuno guarda.
E forse, quella sera, mentre le luci accendevano lo stadio, da lassù c’era anche un angelo speciale a guardarla danzare.

















