Il nostro sguardo questa volta non si posa solo su un paese o su un borgo ma anche sul paesaggio, sul parco, sul verde intatto e sulla natura che lo abita. Ecco il territorio del Parco di Gallipoli Cognato e delle Dolomiti Lucane, un esempio vivo di come il Sud e la Lucania in particolare stiano riscoprendo e valorizzando le proprie risorse, riaffermando un’identità forte che passa anche attraverso la cultura.
Con i suoi 27.027 ettari il Parco abbraccia ambienti diversi e ricchissimi, attraversando i territori di Accettura, Calciano, Oliveto Lucano, Castelmezzano e Pietrapertosa, nel cuore della Basilicata. Un’area dal grande valore naturalistico, attraversata da corsi d’acqua e caratterizzata da una straordinaria biodiversità.
Qui si alternano rilievi, boschi, vallate e pareti rocciose: la Foresta di Gallipoli Cognato, le Dolomiti Lucane, la montagna del Caperrino, il bosco di Montepiano e il sito archeologico del Monte Croccia ne sono le espressioni più rappresentative. Tra le piante spiccano i cerri, le roveri, i castagni e molte varietà floreali; tra gli animali si incontrano cinghiali, volpi, rarissimi lupi, tassi, istrici, lepri e numerosi uccelli a dimostrazione dell’equilibrio ancora vivo tra uomo e ambiente.

ACCETTURA, IL BORGO DEL MAGGIO
Accettura è forse il centro che più conserva intatte le tracce della Lucania arcaica. I suoi boschi e le sue pietre parlano un linguaggio antico che si rinnova ogni anno durante il Maggio, un rito che unisce simbolicamente due alberi in un’unione sacra e propiziatoria.
La cerimonia comincia nel bosco di Montepiano, dove viene scelto il Maggio la domenica dopo Pasqua. La settimana successiva, nella foresta di Gallipoli Cognato, viene selezionata la Cima, un agrifoglio che sarà unito al primo albero. Studi antropologici leggono in questa unione un richiamo alla fertilità, alla forza rigeneratrice della natura. Il Maggio viene tagliato il giovedì dell’Ascensione mentre la domenica di Pentecoste insieme alla Cima viene condotto in paese. Martedì è il momento più atteso: l’albero viene innestato e innalzato tra canti, riti e la processione di San Giuliano, preceduta dalle Cente, grandi candele che un tempo le donne portavano in testa come gesto votivo spesso legato al desiderio di trovare marito.

In questa festa la tradizione contadina si fonde con la spiritualità popolare in un equilibrio unico tra mondo pagano e culto cristiano. Il paese si stringe attorno al suo rito ma anche alla sua chiesa madre, alta e panoramica da cui si domina il paesaggio lucano.
Accettura mantiene un legame profondo con l’agricoltura, i cicli della terra e la spiritualità rurale un’identità che si percepisce forte nel museo dedicato al Maggio dove immagini e racconti restituiscono memoria e senso a tutto questo. I sentieri che attraversano l’area, ben attrezzati, portano alla scoperta del Parco tra natura e storia con qualche antica chiesetta rupestre a fare capolino lungo il cammino.
((foto di copertina di Basilicata24.it )

















