In Basilicata esiste una festa in cui il bosco entra letteralmente nella vita del paese. È il Maggio di Accettura, uno dei più importanti riti arborei d’Europa, celebrato nel piccolo centro lucano di Accettura in onore del patrono San Giuliano Martire.
Sebbene il momento più spettacolare della festa si svolga a Pentecoste, il rito in realtà comincia molto prima, tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. Già tra marzo e aprile la comunità avvia la prima fase del ciclo rituale: la scelta degli alberi nel bosco.
È un momento carico di significato simbolico. Gruppi di abitanti del paese salgono nelle foreste che circondano Accettura per individuare il grande albero che diventerà il “Maggio”. Dopo un’attenta osservazione viene selezionato un alto cerro, diritto e robusto, destinato a diventare il protagonista della festa.
Qualche settimana più tardi, sempre nel cuore della primavera, viene scelto anche il secondo elemento del rito: la “Cima”, un giovane agrifoglio slanciato che cresce nei boschi del territorio. In questa fase iniziale – che cade proprio tra marzo e aprile – il paese torna a frequentare la montagna e la foresta, riaffermando un legame antichissimo con la natura.

Il ciclo rituale prosegue nelle settimane successive. Il grande tronco di cerro viene abbattuto e lentamente trasportato verso il paese, trascinato lungo i sentieri grazie alla forza delle coppie di buoi. L’agrifoglio, invece, viene portato a spalla da gruppi di uomini che attraversano i boschi tra canti, soste e momenti conviviali.
I due alberi viaggiano separatamente ma sono destinati a incontrarsi nel centro del paese. Quando arriva il periodo di Pentecoste, il cerro e l’agrifoglio vengono uniti e innalzati nella piazza principale formando un unico albero altissimo.
Per gli studiosi di antropologia questo gesto rappresenta molto più di una semplice festa. Il Maggio di Accettura conserva tracce di antichi riti di fertilità e di rinnovamento della natura, probabilmente anteriori al cristianesimo, poi integrati nel culto del santo patrono.

La festa diventa così un grande racconto collettivo: la comunità entra nel bosco, sceglie gli alberi, li accompagna fino al paese e infine li innalza al centro della vita sociale. Un gesto simbolico che celebra la primavera, la fertilità della terra e il legame tra uomo e natura.
Quando il Maggio viene finalmente issato in piazza, la festa esplode tra musica, vino e partecipazione popolare. Alcuni giovani tentano la tradizionale scalata del tronco, arrampicandosi fino alla cima tra gli applausi della folla.
Ma tutto è iniziato settimane prima, tra marzo e aprile, quando il paese ha rimesso piede nel bosco per scegliere l’albero destinato a diventare il simbolo della sua festa più importante.

















