di Gigi Antonucci
Per i tantissimi che conoscono e apprezzano Franco Battiato per i suoi brani più famosi “ La cura “ “ E ti vengo a cercare “ “ Centro di gravità permanente “ un consiglio, prendetevi il tempo di ascoltare, a mio avviso, il vero Battiato nel suo album Pollution pubblicato a fine 1972 dalla Bla Bla, il disco è il secondo tassello della sua fase sperimentale. Se il precedente Fetus esplorava la nascita biologica e meccanica, Pollution (inquinamento) si presenta come un lucido e disturbante concept album sul degrado ambientale e morale causato dall’antropocene, un tema profetico affrontato quando l’ecologia era ancora un argomento di nicchia.
Musicalmente, l’opera unisce il rock progressivo italiano più audace all’avanguardia colta. Battiato destruttura la forma-canzone abusando del sintetizzatore VCS3, alternando passaggi classicheggianti, citazioni colte, registrazioni ambientali e frammenti di pura rumoristica. L’album vive di contrasti continui tra l’artificio elettronico e l’urgenza di una natura violata.
Il silenzio del rumore apre il disco con un recitato austero su un tappeto di chiacchiericcio e musica operistica. I versi elencano freddamente componenti meccaniche (i cilindri del calore), svelando subito l’alienazione industriale.
31 dicembre 1999 ore 9 un brevissimo frammento sonoro che, attraverso un’esplosione liberatoria, simula la fine del millennio e un’apocalisse ecologica imminente.
Areknames capolavoro di sperimentazione in cui vocalizzi registrati al contrario e formule bizzarre creano un’atmosfera mantrica e ipnotica, spezzata da innesti di hard rock e percussioni ossessive.
Beta introdotto dalla declamazione scientifica delle formule idrauliche sulla portata dei condotti, si evolve in una splendida e drammatica suite guidata dalle tastiere, simbolo dell’intelletto umano che tenta di catalogare la natura mentre la distrugge.
Plancton traccia dominata da un sintetizzatore moog cupo e da un canto ancestrale. Rappresenta la deriva biologica degli oceani, dove la vita microscopica subisce l’assalto chimico dell’uomo.
Pollution/Ti sei mai chiesto quale funzione hai? la suite finale sintetizza il disco. Il testo riprende le teorie filosofiche dell’armeno Georges Gurdjieff sull’autosveglia ( l’uomo, sostiene il filosofo, vive in una condizione di sonno e di totale inconsapevolezza, per cui è necessario svegliarlo. Come dargli torto ) e la ricerca del Sé, chiedendo direttamente all’ascoltatore quale sia il suo ruolo in un mondo che sta soffocando nel proprio fango.
Pollution rimane un manifesto insuperato di ecologismo in musica: un’opera ostica ma magnetica che, a distanza di decenni, non ha perso un grammo della sua inquietante attualità.
















