Dal Partito Democratico Circolo “Mimmo Colasanto” di Bitonto e dai Giovani Democratici di Bitonto riceviamo e pubblichiamo:
Nell’ultima sua pubblicazione Gianni Cuperlo, ricostruendo le trame di idee intorno al concetto di ‘egemonia gramsciana’, sottolinea l’importanza di conoscere la propria storia politica e nazionale, per poter assegnare il giusto senso agli eventi, lontano dalle parole futili della post-modernità svuotate di ogni senso, parole che prescindono da quel “motore dello spirito critico e dell’autonomia del pensiero”, che è la conoscenza, anche la conoscenza della propria storia.
L’idea di educare alla pace attraverso lo studio delle diverse storie e dei diversi patrimoni culturali che si incrociano nel popolo delle sinistre risponde in particolare all’esigenza di comprendere il mondo in cui viviamo. Perché gli scenari di guerre che infiammano i confini d’Europa ci lasciano impotenti e pieni di raccapriccio se la scena che passa in mondovisione è quella di un drone che autonomamente insegue il soldato nemico, lo incalza e lo uccide, nonostante sia issata una bandiera bianca.
Studiare le pagine di storia italiana del Novecento striate di sangue e dolore significa riempire di senso la parola Pace e al contempo fornire un metodo per agire con consapevolezza nel tempo che viviamo, insomma per cominciare ad abitare il futuro.
Un tempo, il nostro, di cambiamenti profondi e troppo rapidi, come non è mai avvenuto in nessuna epoca passata. A rischio è, quindi, l’intera civiltà dei diritti, nata nel secondo dopoguerra e giunta fino a noi come un dono della storia, quasi sconosciuta ai giovani di oggi.
Di fronte a tale quadro confuso e inquietante, con i nuovi ‘padroni del mondo’ tecnocratico che premono per accelerare lo smantellamento del diritto internazionale e con esso della stessa convivenza democratica tra i popoli, il Partito Democratico e i Giovani Democratici di Bitonto vogliono impegnarsi con coraggio per aprire una nuova fase della vita democratica nella nostra città.
Innanzitutto l’ambizione è quella di colmare lo “scisma tra l’io e il noi”, di cui parlava con la consueta lucidità Papa Francesco nella sua lettura del mondo, e quindi tornare a costruire un’opinione pubblica per ridare vita al dibattito di idee.
Allora vogliamo ‘studiare la pace’ per indicare una prospettiva del nuovo progetto sociale fondato su un patto di corresponsabilità tra le parti, tra le diverse politiche, tra i diversi mondi culturali.
I temi articolati nel programma semestrale, con lezioni bisettimanali, spaziano dal campo delle sacre scritture a quello della scienza, dalla storia del PD alle questioni di geopolitica, dal lavoro al diritto, alla vita dei giovani. Essi sono affidati a illustri personalità, di prestigio nazionale ed internazionale, che molto generosamente hanno messo a disposizione la loro cultura di esperti, di intellettuali.
La partecipazione al Corso di formazione non obbliga ad alcuna iscrizione di partito ed è completamente gratuita.

















