È Antonio Ruggiero, bitontino e candidato al Consiglio regionale nella lista Forza Italia – PPE, il nome più discusso tra i quattro candidati pugliesi indicati come “impresentabili” dalla Commissione parlamentare Antimafia. Una definizione che Ruggiero respinge con forza, rivendicando la correttezza del proprio operato e denunciando quello che definisce «un giudizio superficiale».
L’Antimafia, presieduta da Chiara Colosimo, ha indicato Ruggiero per via del rinvio a giudizio disposto nel 2022 dal gup di Bari per un’accusa di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio. Il procedimento è tuttora in corso, e proprio nell’ambito di questa vicenda la Commissione ha ritenuto la sua candidatura “in violazione del Codice di autoregolamentazione”.
Ruggiero, però, non ci sta.
E il suo intervento pubblico arriva subito, diretto e personale: «Sono stato inserito tra gli impresentabili perché avrei — o meglio, non avrei — venduto un locale interrato a un familiare di un funzionario del Comune di Bitonto nel lontano 2016. Una vicenda paradossale: un semplice preliminare mai perfezionato, trasformato in un’accusa di corruzione».
Il candidato sottolinea come la contestazione riguardi «un mancato acquisto» e «un irrisorio aumento di cubatura regolarmente autorizzato».
Elementi che — sostiene — non avrebbero nulla a che fare con il profilo di legalità richiesto ai candidati.
Al di là della ricostruzione giuridica, la replica del candidato è soprattutto politica e identitaria: «Chi mi conosce sa che sono una persona onesta, cresciuta nel valore della parola data. Non ho nulla da nascondere. Continuerò a lottare con serenità, perché la verità è dalla mia parte».
Un messaggio rivolto in primis alla sua città: «Andiamo a cambiare la Puglia e, soprattutto, la mia Bitonto», conclude nel suo post.
Sul tavolo della Commissione ci sono altri tre nomi: Paride Mazzotta e Pasquale Luperti (Forza Italia), e Marcello Cocco (Alleanza Civica per la Puglia). Proprio Mazzotta ha denunciato un «clamoroso errore di persona» chiedendo una rettifica immediata della notizia.
Nel caso di Ruggiero, invece, l’attenzione resta alta perché la vicenda tocca da vicino Bitonto, dove il candidato è da anni figura nota nel centrodestra locale. Ora la sfida è tutta politica: trasformare l’accusa in occasione di rilancio
«Chi ha dubbi — scrive nel suo post — guardi nei miei occhi: lì c’è la mia storia».

















