Dieci milioni di euro accantonati per fronteggiare il possibile rischio di definanziamento di alcuni progetti Pnrr. È il passaggio politicamente più pesante emerso durante la discussione sull’assestamento generale di bilancio e sulla salvaguardia degli equilibri, approvati dal Consiglio comunale di Bitonto.
A sollevare il caso è stato il consigliere Nicola Acquafredda, che ha contestato all’assessore al Bilancio Francesco Brandi di non aver illustrato, nella relazione iniziale, il punto più delicato della delibera. Nell’atto, infatti, si fa riferimento alle comunicazioni dei responsabili dei servizi comunali che evidenziano un potenziale squilibrio: 7.558.333,67 euro per il servizio Territorio e 2.551.601,67 euro per i Lavori pubblici. In tutto, oltre dieci milioni di euro.
La somma viene accantonata in un apposito fondo per il “rischio definanziamento progetti finanziati dal Pnrr”, utilizzando una quota dell’avanzo disponibile. Per Acquafredda, si tratta di un fatto politicamente grave. «Qui oggi questa amministrazione sta ammettendo che alcuni appalti Pnrr sono a rischio», ha detto, chiedendo quali siano i progetti interessati e soprattutto di chi sia la responsabilità del rischio.
Brandi ha spiegato che l’operazione è stata effettuata in via prudenziale, secondo quanto previsto dalla normativa contabile. «L’avanzo libero non lo tocchiamo mai, ma in casi come questo si può creare un fondo di accantonamento. Non solo si può, ma si deve», ha chiarito. L’assessore ha ricordato che le opere Pnrr non dichiarate a target entro il 30 giugno devono essere considerate a rischio fino a diverso pronunciamento delle autorità competenti. Ha però aggiunto che il Governo ha già disposto slittamenti per alcune tipologie di interventi di rigenerazione urbana e che, secondo l’amministrazione, una strada analoga potrebbe aprirsi anche per i Pui.
Il sindaco Francesco Paolo Ricci ha insistito sul carattere tecnico e prudenziale della manovra. «Non stiamo togliendo soldi ai cittadini», ha detto, ricordando che il Comune dispone di un avanzo complessivo di circa 49 milioni di euro, di cui 22,6 milioni di avanzo libero. Di questi, dieci vengono accantonati per coprire un rischio, non una perdita già avvenuta.
Opposto il giudizio delle opposizioni. Per Franco Natilla la scelta tecnica era inevitabile, ma resta «una macchia tutta politica» sull’andamento delle opere. Domenico Damascelli ha parlato di «ammissione di colpa» nella gestione dei cantieri Pnrr, chiedendo conto dei ritardi e delle scelte amministrative.
Il provvedimento è stato approvato con 12 voti favorevoli e 9 contrari: Acquafredda, Damascelli, Lorusso, Rossiello, Putignano, Labianca, Scauro, Altamura e Natilla.
















