Il consigliere comunale Ivan Lorusso esprime forte preoccupazione per il maxi intervento di rigenerazione urbana su Piazza Moro e via Repubblica Italiana. Secondo Lorusso, i ritardi nella programmazione, l’incertezza sui cronoprogrammi e le criticità rilevate mettono a rischio il completamento dei lavori entro i termini previsti dal PNRR, con possibili ripercussioni per cittadini e commercianti.
Di seguito la sua nota:
All’esito della discussione consiliare di ieri sera, non può che emergere la mia preoccupazione e sconforto, da cittadino prima ancora che da consigliere comunale. Ciò, in considerazione del fatto che l’organo politico-amministrativo non è stato in grado, durante la discussione, di garantire con certezza l’ultimazione dei lavori entro i termini stabiliti dal PNRR. Tale incertezza comporterebbe gravi ripercussioni economico-finanziarie per l’intera città e, di conseguenza, per i cittadini.
È particolarmente preoccupante constatare come i tecnici non siano in grado di fornire un cronoprogramma certo dei lavori, affidandosi esclusivamente all’impresa per il rispetto dei tempi e per il completamento delle opere. In realtà, è compito del tecnico stabilire preliminarmente il cronoprogramma che poi dovrà essere seguito dall’impresa, la quale potrà eventualmente aumentare la forza lavoro per rispettarlo.
L’integrazione dei lavori in Piazza Moro con quelli di via Repubblica, ancora in fase embrionale, fa parte di un unico lotto e lascia presagire ulteriori criticità, proprio per l’indivisibilità dell’intervento.
Non dall’audizione dei tecnici, bensì dall’esame della documentazione, come la notifica preliminare, emerge chiaramente che i lavori sono iniziati il 13 gennaio 2026. Questo conferma come l’intera macchina politico-amministrativa si sia mossa con lentezza, in netto ritardo rispetto ai termini del PNRR, creando ulteriori disagi per cittadini e commercianti, senza considerare i problemi attuali di viabilità.
Sempre dalla notifica preliminare risulta un dato fondamentale: l’entità presunta dei lavori, pari a 730 giorni. Appare molto improbabile che l’opera possa essere completata entro giugno 2026, soprattutto alla luce della scelta poco felice di iniziare i lavori in un periodo soggetto a interruzioni dovute a eventi meteorologici.
Infine, dall’analisi della documentazione, ottenuta dopo un faticoso e ritardato accesso agli atti, emergono perplessità riguardo agli incarichi relativi al coordinatore della sicurezza. Ai sensi del Decreto Legislativo n. 81, il committente avrebbe dovuto designare il coordinatore sia in fase di progettazione sia in fase di esecuzione, cioè prima che il cantiere prendesse forma, viste la tipologia e l’entità dei lavori.
















