Da Sinistra Italiana Bitonto – Alleanza Verdi Sinistra riceviamo e pubblichiamo
A pochi giorni dall’annunciato avvio dei lavori di riqualificazione di piazza Aldo Moro, previsto per il 12 gennaio (oggi), permangono gravi e inaccettabili criticità sul piano della trasparenza amministrativa e della correttezza procedurale.
Sinistra Italiana–AVS, esprime forte preoccupazione per uno stato di cose che, nonostante la liquidazione di circa 780mila euro di risorse pubbliche, continua a presentare zone d’ombra difficilmente giustificabili.
Alla data odierna, infatti, non risultano pubblicate sull’albo pretorio le varianti progettuali richieste dalle prescrizioni della Soprintendenza, atto indispensabile per garantire legalità, controllo pubblico e piena informazione alla cittadinanza.
È gravissimo che un intervento finanziato con fondi Pnrr proceda senza che siano rese pubbliche tutte le modifiche al progetto originario.
La trasparenza non è un’opzione, ma un obbligo politico e amministrativo.
Ulteriore elemento di forte allarme riguarda il rispetto delle tempistiche imposte dal PNRR, che fissano la conclusione dei lavori entro giugno 2026.
Qualora tale scadenza non venisse rispettata, con i lavori già avviati, il Comune rischierebbe di perdere il finanziamento, con conseguenze economiche pesantissime: l’ente sarebbe chiamato a far fronte a spese già sostenute e a costi ulteriori, che dovrebbero essere reperiti chissà da quale capitolo del bilancio comunale, sottraendo risorse a servizi essenziali e priorità sociali.
Uno scenario che configurerebbe non solo un evidente fallimento politico-amministrativo, ma anche un potenziale danno erariale, con possibili ricadute sul piano contabile e giuridico. Per queste ragioni, Sinistra Italiana–AVS, annunciamo la presentazione immediata di un accesso agli atti, finalizzato ad acquisire tutta la documentazione relativa al progetto, alle varianti, allo stato delle autorizzazioni e all’effettivo cronoprogramma dei lavori.
Chiediamo all’amministrazione comunale di uscire dall’ambiguità e di fornire risposte puntuali, pubbliche e documentate. Piazza Aldo Moro non può diventare l’ennesimo esempio di gestione opaca delle risorse pubbliche, né un rischio finanziario scaricato sulla collettività.
La città merita verità, responsabilità e rispetto.

















