La nuova giunta e le motivazioni addotte dalla maggioranza per giustificare la sua formazione non convincono l’opposizione.
“Oggi non vince la politica, vince la logica di fazione a scapito del bene comune” ha tuonato Franco Natilla (I Riformisti – Fronte del Lavoro). Per lui, si tratterebbe di una “misera spartizione di poltrone” da “manuale Cencelli, sul cui altare è stata sacrificata Silvia Altamura, unica figura tecnica e indipendente”. “Il sindaco – conclude -, trattenendo a sé le deleghe più pesanti, ha di fatto siglato un atto di sfiducia verso i suoi stessi delegati: un accentramento che nasconde una fragilità politica insanabile”.
“Non servono la comunità, ma si servono dei propri ruoli. E la giunta funziona da ammortizzatore sociale” bacchetta anche Domenico Damascelli (Fratelli d’Italia), convinto che non possa definirsi “centrato l’obiettivo di dare slancio all’azione amministrativa con sole due new entry, che, con tutto il rispetto per le persone, non hanno competenze particolari. Gli equilibri interni erano solo logiche spartitorie”.
Dito puntato contro il “PD, che ha rinunciato alla coerenza richiesta, pur di mantenere le poltrone”, ma anche contro i Civici Progressisti. “Rileviamo che anche chi si era detto estraneo – il riferimento è all’ex sindaco Michele Abbaticchio -, è stato regista occulto, tanto che alcune persone sono familiarmente riconducibili a lui” attacca.
E di “burattini e burattinai” parla anche Arcangelo Putignano (Bitonto Cambia) che chiude: “Le mani che tirano i fili sono sempre le stesse”.
















