Da Onda Civica Bitonto riceviamo e pubblichiamo:
Nella maggior parte dei Paesi occidentali, oggi, la gente vive i regimi democratici fondati sul sistema della rappresentanza. (… omissis… ) Poco a poco si è imposta l’abitudine di pensare che la democrazia e la rappresentanza siano così la stessa cosa. Oggi viviamo una profonda crisi della rappresentanza politica che si manifesta attraverso tutta una serie di fattori, il più noto e il più sensibile dei quali è certamente l’enorme astensionismo, così come viene constato nella maggior parte delle elezioni …Alain de Benoist
Il pensiero del filosofo francese di Destra, Alain de Benoist, purtroppo, raffigura solo in parte lo scenario desolante in cui ci troviamo. Lo raffigura pienamente dal punto di vista culturale. Nemmeno la visione di ‘Alain’ avrebbe saputo tradurre in fatti, quanto abbiamo assistito in Italia, nel corso della pandemia (annus horribilis il 2020), i cui effetti psicopolitici, tuttavia, si sono accentuati nel corso di questi ultimi anni, sino a raggiungere molte ‘periferie’. Ammorbando persino l’ Amministrazione cittadina, guidata, si fa per dire, da un ‘cerimoniere’, capofila di “cortigiani mestieranti”.
Tenta l’assoluzione tombale l’Ecc.mo Presidente del Consiglio Comunale che, pensate un pochetto, pur di osannare la propria parte si erge a difensore, aggravandone il descritto quadro, dei suoi compagni di ventura, i quali, di certo, non stanno facendo la loro, classicamente detta, ‘porca figura’. Ed invero attacca, su di un noto social, una stampa che definisce, udite, udite : “voluttuosa di linea politica data a giorni alterni” – ipse dixit. Una stampa che, proprio per le parole che usa il Presidente del Consiglio, denota una linea che ricalca la quotidianità altalenante. Denota obiettività.
Presidente, dopo questa uscita, dovrebbe graziarci delle sue dimissioni, poiché non solo ha dimostrato di essere di parte, ma ha anche evidenziato una marcata faziosità. Tale “catoniana” uscita a paternità opposta avrebbe di certo allertato persino la Schlein proprio qui all’ombra dei pannelli fotovoltaici, piuttosto che degli ulivi secolari.
Ha profonde motivazioni, il ragionamento di De Benoist, nel momento in cui evidenzia, nei suoi scritti, che la rappresentanza popolare è malata. Soffre. È in stato comatoso. Lo dimostra l’astensionismo di cui è morta qualche mese fa la sinistra italiana, naufragando con i suoi referenda. De Benoist prende le origini di tale ragionamento niente e popodimenoche da ‘mostri’ del pensiero filosofico politico occidentale: Hobbes e Lockes.
Per il primo, il popolo delega contrattualmente la sua sovranità ai governanti. Per Hobbes – insomma – questa delega è totale. Pertanto, l’assessore Santoruvo, eletto e ‘sovrano’, pur ricevendo critiche, evidenti e di fatto, ha sempre ragione. Bitonto è pulita. Seppur, i cittadini pubblicano, sbattendogli in faccia, fotografie che dimostrano solo verità fattuali; lui ha sempre ragione. Basta che – con evidente ed inequivocabile impegno – pubblica le immagini di servizi ordinari che ci vengono “elargiti” per Gentil Concessione come qualcosa di ‘eccezzzziunale veramende’.
Per Locke, invece, la delega è subordinata ad una condizione: il popolo accetta di rinunciare alla sua sovranità solo in cambio di garanzie concernenti i diritti fondamentali e le libertà individuali (panem et circenses? Sportulae? …. Facite vobis!).
Per Rousseau, nel momento in cui il popolo elegge i suoi rappresentanti, “è schiavo, non è niente” (“Du contrat social”, III, 15). La libertà, come diritto inalienabile, implica la pienezza di un esercizio senza il quale non può esserci una vera cittadinanza politica. La sovranità popolare non può essere,in queste condizioni, che indivisa e inalienabile.
Quanto è attuale Rousseau: sono sparite tutte le forme di partecipazione. I consessi, da quello comunale a quello legislativo nazionale, ridotti nei numeri (e ahime’ nei ranghi!). Si fa credere di rappresentare la volontà popolare, ma la si ignora. I programmi elettorali? Snobbati, il giorno dopo l’elezione. I comitati di quartiere? Spariti! Il governo luce dei giovani? Saccc! Si decide tutto nelle segrete stanze dei bottoni.
Siamo in mano ad assessori che devono dimostrare il loro valore, pubblicando quanto è nel loro dovere fare. O siamo in mano ad assessori che non parlano mai e poi, tanto il consenso elettorale li raggiungerà ovunque – onor loro!
Siamo in mano al tracollo di una Cultura, quella Occidentale, che non ha più Scuole di Politica, ma solo le suole che si consumano in campagna elettorale, con l’aiuto di consorzi di potenti. E se ci facciamo caso, in Consiglio Comunale – in primis il nostro ‘cerimoniere’, capofila di cortigiani mestieranti- e innumerevoli esponenti di calibro e comprovata capacità che animano (per fortuna) l’opposizione, ragionano con gli atti alla mano; sono gli unici che hanno fatto quella gavetta che è indispensabile per non essere nella trafila del Der Untergang des Abendlandes – tramonto dell’Occidente. Iniziando dalle rive del torrente Tiflis.
L’Europa non ha mai avuto un unico padrone. Bitonto sembra avere da 13 anni una volgare VOCE DEL PADRONE. Una politica al servizio di pochi e che sta affossando una cultura, quella bitontina, premiando la imperante baresità che annida il potere dei pochi.
















