Riorganizzazione dei gruppi consiliari ieri durante la seduta di massima assise.
La tempesta politica che ha interessato la maggioranza, e che ha portato alla formazione della “nuova” giunta, ha determinato un riassetto delle “squadre” a sostegno del sindaco Francesco Paolo Ricci.
Cambi di casacca e nuove aggregazioni (ben visibili anche con lo spostamento fisico dei consiglieri) formalizzati ieri in una seduta in cui sono venute fuori anche le ruggini tra i componenti di Fratelli d’Italia.
Ad iniziare le danze, il passaggio di Teresa Carbone da Democratici per la Puglia al Partito Democratico, una scelta spiegata come approdo naturale di un percorso politico già tracciato.
“La nostra è sempre stata una lista civica nata con un obiettivo chiaro: rappresentare i cittadini, le loro esigenze e i loro valori”, ha dichiarato. “In questi anni abbiamo scelto di muoverci con l’autonomia ma con una precisa collocazione valoriale e politica. Non è un caso infatti che nelle principali competizioni elettorali degli ultimi anni Democratici per la Puglia abbia sostenuto con convinzione il Partito Democratico”, richiamando i valori condivisi di “progresso, inclusione sociale, sviluppo sostenibile e attenzione ai territori”.
Da qui la decisione definitiva: “La decisione di entrare ufficialmente nel Partito Democratico nasce da un percorso naturale e coerente con la nostra storia. Non si tratta di una scelta improvvisa”. Un passaggio che, ha aggiunto, punta a rafforzare l’azione politica: “Entrare nel Partito Democratico significa rafforzare il nostro impegno, dare maggiore forza alle istanze dei territori e contribuire in modo ancora più concreto alla costruzione di una proposta seria e credibile”.
Infine, lo sguardo al futuro della città: “Questo passaggio rappresenta per noi un nuovo punto di partenza nel segno della coerenza e della volontà di costruire insieme un progetto politico sempre più forte e radicato nel territorio di Bitonto”.
Parallelamente, è nato ufficialmente il nuovo gruppo consiliare dei Civici Progressisti, con Lillino Avellis indicato come capogruppo. A farne parte saranno anche la new entry Jlenia Labbrino, l’indipendente Mariagrazia Gesualdo, l’ex Più Bitonto Vincenzo Marrone e l’ex Civitas Lab Francesco Giordano.
Ma la seduta è stata segnata anche da forti tensioni nel gruppo di Fratelli d’Italia. A sollevare il caso è stata la consigliera Carmela Rossiello, che ha chiesto chiarimenti sulla posizione del capogruppo Ivan Lorusso e denunciato una mancanza di comunicazione interna.
Nel mirino, in particolare, le scelte politiche del capogruppo: “In considerazione del fatto che l’attuale capogruppo ha palesemente fatto campagna elettorale per la Lega, io mi chiedo a questo punto chi effettivamente rappresenta Fratelli d’Italia”.
Rossiello ha poi rincarato la dose: “Per quello che mi riguarda io al momento non sento di avere un capogruppo. Non riceviamo più comunicazioni, non sappiamo quando ci sono le conferenze di capogruppo, né tantomeno c’è un accordo anche rispetto alle disponibilità per partecipare ai consigli”.
Sulla stessa linea Francesco Toscano, che ha condiviso le perplessità: “Un capogruppo deve riportare quelle che sono le esigenze di un intero gruppo politico”, aggiungendo: “Anch’io gradirei sapere quella che è la posizione attuale del consigliere Lorusso”.
La replica di Ivan Lorusso è stata netta nei toni, ma improntata alla forma: “Sarò telegrafico: questa non è la sede idoneae”. “Fuori luogo” per lui, l’intervento dei colleghi: “La sede di discussione non è il Consiglio Comunale, bensì le sedi di partito o altri luoghi convocati ad hoc”.
Non sono mancate, però, anche stoccate interne: “Non mi meraviglio di questo intervento anche in considerazione dell’atteggiamento avuto da alcuni componenti di tale partito a livello cittadino”, parlando apertamente di “violazioni dello statuto”.
A chiudere il dibattito è stato Domenico Damascelli, che ha provato a riportare la questione su un piano organizzativo: “Qui contano i gruppi consiliari”, chiarendo però la legittimità delle richieste avanzate e la necessità chiarire le posizioni, pur nel rispetto delle scelte personali: “Ognuno di noi è libero, non ha vincolo di mandato”.
Chiarezza necessaria per Damascelli, “affinché poi il gruppo consiliare possa riorganizzarsi e dare conto al partito”.
















