Basta consumo di suolo agricolo per l’installazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile. Bitonto cerca di porre un freno ai progetti dei “lanzichenecchi” del green, pronti ad assaltare il territorio, puntando sull’adozione di misure concrete e incisive.
Opporsi a nuovi scempi è il senso della mozione approvata in consiglio comunale lunedì scorso da appena dodici consiglieri tra maggioranza e opposizione, il minimo per mantenere il numero legale.
A redigerla, all’indomani del “affaire” Pozzo delle Grue, località in zona ASI in cui sono stati espiantati oltre duemila ulivi per far spazio a pannelli solari, sono stati il movimento civico di maggioranza Strada in Comune, il Partito Socialista Italiano, che siede tra i banchi all’opposizione, e Sinistra Italiana, forza politica non rappresentata nella massima assise e critica nei confronti dell’amministrazione.
Una proposta, la loro, giudicata lacunosa da Domenico Damascelli (Fratelli d’Italia), ma che, come sottolineato dal socialista Franco Scauro, deve costituire il punto di partenza per la definizione di una strategia comune, necessaria per la salvaguardia del territorio.
La mozione, così come emendata su suggerimento del meloniano Ivan Lorusso, prevede che sindaco e giunta si impegnino ad adottare una moratoria entro il 30 settembre su nuove edificazioni e infrastrutture, oltre che quelle in fase di istruttoria, e a dar seguito al percorso di elaborazione e approvazione del PUG, già avviato tre anni fa e mai finalizzato. Dotarsi di questo strumento urbanistico sarebbe, a detta di tutti, necessario, al pari dell’adeguamento del Piano Regolatore Generale per riportare i suoli ASI alla loro originaria destinazione, ovvero quella agricola.
Prescritta, inoltre, l’istituzione di una specifica commissione consiliare sul tema, che preveda anche il coinvolgimento delle associazioni. Una vera e propria task force che possa approfondire la questione, tanto delicata quanto ingarbugliata da normative nazionali e regionali poco chiare.
E proprio agli enti sovracomunali deve giungere, secondo Arcangelo Putignano (Bitonto Cambia), il grido d’aiuto della comunità: “Il sindaco si faccia promotore di un incontro con tutti i sindaci pugliesi, affinché la nostra voce arrivi forte e chiara a Regione e Governo”, il suo appello.
Per Scauro, inoltre, il Comune dovrebbe “costituirsi parte civile contro le aziende responsabili dei danni fisici, morali e di salute causati al territorio”.
Il confronto sulla mozione, pur proficuo, ha lasciato però l’amaro in bocca a molti.
“Alla maggioranza non interessa l’argomento, tanto da restare fuori dall’aula durante la discussione” ha rilevato Carmela Rossiello di Fratelli d’Italia, che insieme ai suoi colleghi di partito ha deciso di non partecipare alla votazione. L’atto di indirizzo, a loro detta, avrebbe potuto essere rielaborato da tutti e ridiscusso nella prossima seduta di consiglio. Proposta però bocciata dai proponenti: “La mozione può essere rivista in seguito. Ma serve subito dare un segnale”.
















