“Non sono più il segretario del circolo del Partito Democratico di Bitonto”.
A otto mesi dal congresso cittadino e dalla sua elezione, Nino Colasanto getta la spugna.
“Rassegno immediatamente le mie dimissioni” ha annunciato ieri sui social il dem bitontino, pronto a confrontarsi con i suoi durante l’assemblea straordinaria convocata per lunedì prossimo. “O si torna a mettere la politica al centro, eliminando trasformisti e falsi moralisti, o io sono pronto a farmi da parte” scrive.
La decisione, pur “sofferta”, sarebbe infatti per Colasanto “necessaria a smuovere le coscienze di una classe politica al limite del ridicolo”. La stessa che si sarebbe mostrata sorda alle rimostranze e all’autosospensione dal Pd, ufficializzata poco meno di un mese fa, dei consiglieri comunali Michelangelo Bratta e Antonella Vaccaro.
Dito puntato allora, in primis, contro il sindaco Francesco Paolo Ricci, “reo” di non aver (ancora) guarito i “mal di pancia” con la somministrazione della cura richiesta: l’azzeramento della giunta comunale.
La mossa avrebbe, per loro, infatti, più di un beneficio: da una parte permetterebbe di far uscire di scena l’irremovibile Francesco Brandi, assessore al Bilancio e all’Urbanistica in quota PD, ma avverso alla frangia ora alla guida del circolo locale; dall’altra di disegnare una squadra di governo più di sinistra.
Le dimissioni di Nino Colasanto da segretario PD sarebbero infatti, ufficialmente, figlie del “totale silenzio di sindaco e organi sovracomunali, rispetto all’allontanamento di una forza politica che, alle ultime regionali, ha coperto di ridicolo una maggioranza di centrosinistra intera, partecipando ad eventi organizzati dalla Lega Salvini”.
Il riferimento è a Rete Civica, movimento da sempre vicino alla figura di Massimo Cassano, che conta due consiglieri e di cui è espressione la vicesindaca Marianna Legista.
“La mia formazione politica e la mia dignità sono lontane anni luce da chi strizza l’occhio a politiche di destra” sottolinea il segretario dimissionario, deluso anche che il “problema politico serio” non abbia trovato l’interesse, e una presa di posizione netta, dei vertici provinciali e regionali del suo partito.
“Pretendo che l’assemblea mi autorizzi a sollevare questo problema fino al nazionale – conclude Colasanto -, altrimenti mi si dica che, oggi, questa è la politica e io sono pronto a farmi da parte”.
Intanto il sindaco Francesco Paolo Ricci prosegue le consultazioni con le segreterie di tutti i movimenti di maggioranza, nel tentativo di ricucire le fratture. Il futuro dell’amministrazione comunale si deciderà nelle prossime ore, tra trattative, equilibri delicati e possibili nuovi scenari.

















